Recarsi a un concerto non è un'esperienza sempre gratificante per un non udente: ultimamente gli show sono spettacoli sempre più pirotecnici, e quelli più organizzati ospitano sul palco un interprete che possa comunicare al pubblico i testi delle canzoni nella lingua dei segni — ma la sensazione per chi non può sentire musica e suoni è sempre quella di non riuscire a godersi appieno l'esperienza. Un giorno però le cose potrebbero cambiare, e a dimostrarlo c'è SoundShirt: una maglietta hi tech capace di trasformare i suoni in vibrazioni distribuite su tutto il corpo di chi la indossa. L'ha realizzata la startup CuteCircuit, fondata dall'italiana Francesca Rosella e specializzata nel realizzare abiti e accessori che coniugano moda e tecnologia tra loro.

Nel sistema ideato dalla startup una serie di microfoni capta i suoni direttamente di fronte agli strumenti musicali degli artisti sul palco. I segnali audio vengono inviati immediatamente a un elaboratore che li trasforma in tempo reale in dati che vengono trasmessi senza fili all'indumento. Ai circuiti integrati all'interno di quest'ultimo resta il compito di interpretare i dati e distribuirli agli attuatori disseminati per tutto l'abito — dei piccoli motori simili a quelli che fanno vibrare gli smartphone durante le chiamate e la ricezione delle notifiche. Tutto avviene istantaneamente, in modo che i suoni percepiti sul corpo siano sincronizzati con quello che gli altri partecipanti stanno sentendo. A suoni di frequenza diversa sono infine stati assegnati tipi diversi di vibrazione e parti del corpo differenti come destinazione: in questo modo ogni singolo strumento ha un effetto diverso su chi indossa il gadget.

La SoundShirt ha visto in realtà la luce nel 2016 come evoluzione di un precedente prodotto dell'azienda, ma ha riscosso un successo tale per cui il gruppo ha continuato a lavorarci per ottenerne una seconda versione che ha debuttato nel corso di un evento musicale in questi giorni. Non è priva di difetti: affinché funzioni occorre il supporto di un impianto esterno che analizzi le frequenze sonore in tempo reale, il che la rende impossibile da acquistare e utilizzare ovunque. Non è escluso però che sempre più organizzatori possano proporla ai propri eventi, né che in futuro la tecnologia possa miniaturizzarsi abbastanza da consentire al sistema di registrare l'audio da microfoni direttamente cuciti sull'abito, per farli elaborare allo smartphone già in tasca.