smartphone lontananza stress ansia

La Polonia è uno dei Paesi europei che più stanno puntando sulla tecnologia per contenere la diffusione dell'epidemia di coronavirus al suo interno, ma l'ultima misura adottata per monitorare lo stato di quarantena dei suoi cittadini sta facendo discutere. Si tratta infatti di un'app attraverso la quale le autorità possono richiedere ai cittadini di scattarsi un selfie in ogni momento, semplicemente per provare di trovarsi tra le mura domestiche in osservanza delle disposizioni governative.

L'app non è pensata per la maggioranza della popolazione, ma per tutti coloro che ritornano dall'estero e che devono dunque sottoporsi a un periodo di quarantena assoluta della durata di 14 giorni; durante questo periodo infatti i cittadini coinvolti dal provvedimento non possono uscire di casa per nessun motivo per evitare di diffondere un eventuale virus che potrebbero aver contratto all'estero. Il software, scaricabile su smartphone Android e iOS, rimane attivo sullo sfondo delle normali attività del telefono, in attesa di un segnale di richiamo da parte delle autorità: quando queste desideano confermare che l'utente se si trovi effettivamente in casa, quest'ultimo viene avvisato della richiesta e ha 20 minuti di tempo per fornire alle forze dell'ordine la prova fotografica.

Le foto vengono scattate con la fotocamera frontale del telefono e devono includere — oltre al volto dell'utente — anche la prova del fatto che ci si trovi al chiuso. L'app utilizza algoritmi di riconoscimento facciale per assicurarsi che il soggetto della foto sia lo stesso che ha effettuato la registrazione al servizio, e le coordinate GPS del dispositivo per assicurarsi che il luogo di invio sia quello della quarantena. L'alternativa la visita della polizia alla porta: questa eventualità si verifica sia nel caso in cui non si risponda entro 20 minuti alle richieste dell'app, sia nel caso in cui si decida di non installarla — in quest'ultimo caso a sorpresa. Chi viene colto in violazione della quarantena può infine essere sanzionato con multe per un massimo di circa 1.000 euro.

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812