Su smartphone sono presenti ormai numerose app dedicate al benessere femminile che, tra le altre cose, permettono anche di tracciare la durata del ciclo mestruale. Una di queste negli Stati Uniti ha ottenuto il permesso dell'agenzia federale del farmaco per offrire ufficialmente un ulteriore servizio: una sorta di programma di contraccezione digitale che tenendo traccia del periodo fertile dell'utente consiglia quando avere rapporti con il minor rischio che risultino in una gravidanza.

L'app in questione si chiama Clue, ed è già presente da tempo negli app store dei telefoni Apple e Google con funzioni già offerte anche da altre app, come ad esempio il calendario del ciclo. Anche quella dei potenziali periodi fertili in realtà è una segnalazione che Clue e molte altre app già prevedono; la novità riguarda proprio il fatto che il sistema si proponga come metodo di contraccezione, e che nel farlo sia stato certificato dalla Food and Drug Administration – l'agenzia federale statunitense dalla quale i produttori di farmaci e dispositivi medici devono passare per poter commercializzare tali soluzioni.

Sulla base del permesso ottenuto Clue può proporsi come metodo di contraccezione, sola app negli Stati Uniti insieme alla concorrente Natural Cycles. Stando agli sviluppatori l'algoritmo sul quale si basa il software è efficace al 92 percento nella prevenzione di gravidanze indesiderate; se vengono seguite con rigore le indicazioni, il sistema può arrivare al 97 percento di efficacia, anche se queste indicazioni vanno prese con cautela. L'app in effetti non inventa nulla di particolarmente nuovo, ma trasla semplicemente in digitale i metodi di riconoscimento della fertilità che non sono nati certo nell'epoca delle app: a questo proposito va riconosciuto che questi sistemi hanno dei difetti – devono essere seguiti rigorosamente e necessitano ad esempio di basarsi su cicli regolari – e in ogni caso non hanno la stessa efficacia di altri tipi di contraccettivo come quelli a barriera.