In Giappone la popolazione sta invecchiando rapidamente: il numero di nuovi nati è in diminuzione costante, in un processo che lascia gli abitanti più anziani in maggioranza rispetto ai più giovani in proporzioni maggiori rispetto a quanto non avvenga altrove. In mancanza di nuove leve che possano ereditare i lavori più faticosi dalle generazioni precedenti, alcune aziende stanno però lavorando su una soluzione temporanea: realizzare esoscheletri che permettano anche ai cittadini più anziani di continuare a svolgere lavori di fatica potenziandone la normale muscolatura e supportandone struttura ossea.

La giapponese Innophys ha ad esempio creato un dispositivo che funziona senza parti meccaniche ma solamente con aria pressurizzata, e che si allaccia alla schiena e sul torace come una sorta di zaino. La struttura che lo pervade è composta da muscoli sintetici, che si caricano forzando aria nel circuito con un compressore o con una pompa a mano da azionare una trentina di volte. Il dispositivo può immagazzinare l'aria immessa per distribuirla ai muscoli sintetici solamente quando richiesto – ovvero quando viene esercitato uno sforzo di sollevamento o di trazione da parte di chi indossa la veste. I muscoli, contraendosi alla presenza dell'aria, modificano la struttura della veste accompagnando i movimenti del proprietario, aggiungendo una capacità di carico di 30 chili a partire da quella già esercitata dai muscoli umani.

Aziende come Toyota e Panasonic stanno lavorando su prodotti motorizzati, capaci di fornire un supporto minore ma continuativo attraverso batterie ricaricabili o l'apporto costante di energia elettrica, ma nessuno di questi dispositivi al momento è ancora disponibile a prezzi abbordabili: si parte dai circa 4000 euro chiesti per il modello più economico agli oltre 16000 necessari per acquistare la versione più avanzata – rivolta più che altro a facilitare le operazioni degli operai nelle industrie pesanti.