La piattaforma di condivisione video TikTok è diventata famosa fin dalla sua nascita per balli e challenge non sempre costruttivi, e anzi a volte alla base di tendenze decisamente pericolose. Nell'immensa varietà che caratterizza i contenuti che popolano l'app però non manca neppure una tipologia che sta riscuotendo sempre più successo: quella dei video divulgativi, tra i quali spicca un filone molto particolare di clip realizzate da insegnanti di ogni materia e grado per raggiungere il maggior numero possibile di alunni virtuali sparsi nel mondo.

L'utilizzo della piattaforma a scopi educativi è nato in Cina spinto dagli stessi sviluppatori dell'app, ma anche al di fuori del Paese natio dell'app è già da quasi un anno che si parla di TikTok come di un possibile mezzo per diffondere cultura e conoscenza. Il programma #EduTok rivolto a insegnanti e influencer è stato lanciato a giugno del 2019 e in pochi mesi i video pubblicati sotto il relativo hashtag hanno accumulato ben 2 miliardi di visualizzazioni. A oggi l'hashtag #EduTok ha perso trazione, non prima però di aver ammassato ben 124 miliardi di visualizzazioni e aver lasciato in eredità la convinzione tra gli utenti che la piattaforma possa essere utilizzata anche per imparare.

 

Su TikTok si impara innanzitutto l'inglese, con il semplice utilizzo della piattaforma ma anche seguendo i profili di insegnanti nostrani come la star di TikTok Sandro Marenco. Per chi ha dimestichezza con la lingua poi la varietà dei contenuti didattici sulla piattaforma si amplia considerevolmente: si va dalla biologia marina all'algebra passando per l'anatomia e decine di altre materie. TikTok ovviamente non rappresenta un sostituto alle lezioni (anche se lo sviluppatore ByteDance non ha fatto mistero di voler lavorare in futuro a una piattaforma incentrata sull'educazione), eppure il numero di utenti che segue gli account divulgativi e gli hashtag legati a materie scolastiche aumenta in modo costante, segno che l'app sta raggiungendo con successo un pubblico interessato a imparare e a farlo anche in modo alternativo a quello che va per la maggiore nelle aule scolastiche.