24 Novembre 2021
13:50

Questo bracciale può alleviare i tremori del Parkinson: lo dice uno studio

Allacciato ai polsi o alle caviglie, il dispositivo è programmato per vibrare seguendo schemi particolari che arrivano al cervello sotto forma di stimoli benefici.
A cura di Lorenzo Longhitano

Il morbo di Parkinson è una malattia dai numerosi sintomi debilitanti, tra i quali uno dei più caratteristici è il tremore a riposo – il movimento involontaro, ritmico e oscillatorio che coinvolge gli arti del paziente. Per tentare di alleviare questo sintomo un ricercatore statunitense ha realizzato un dispositivo di dimensioni e peso comparabili a quelli di uno smartwatch, che allacciato a polsi e caviglie ha mostrato risultati promettenti nel trattamento del tremore.

Come funziona il dispositivo

Il lavoro è stato pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience con il titolo "Safety and Tolerability of a Wearable, Vibrotactile Stimulation Device for Parkinson’s Disease", ha preso in considerazione l'esperienza di 44 malati di Parkinson che hanno utilizzato il dispositivo per verificare che fosse sicuro e che valesse la pena indagarne maggiormente l'efficacia. Il gadget in sé è piuttosto semplice: si tratta di un bracciale con un motore simile a quello dei dispositivi di vibrazione degli smartphone. L'idea alla base dello studio è che, programmando questo motore per far vibrare il bracciale a frequenze e alternanze specifiche, è possibile far arrivare al cervello stimoli a cadenza ritmica; questi segnali possono interferire con le anomalie che coinvolgono l'attività delle cellule nervose deputate a trasmettere i loro segnali agli arti, rompendo lo schema che provoca i tremori e alleviando il sintomo.

Le reazioni dei pazienti

L'obbiettivo dello studio non era di trovare una soluzione definitiva al problema del tremore a riposo, ma più che altro capire se l'utilizzo di prodotti simili fosse sicuro e promettente. La risposta è stata in entrambi i casi affermativa: innanzitutto nessuno dei partecipanti ha riportato danni o disturbi dall'uso dei bracciali; inoltre i due schemi di vibrazione messi alla prova hanno funzionato in misura diversa su buona parte dei pazienti, anche se sono risultati inefficaci su una percentuale non indifferente e hanno peggiorato la situazione per una minima percentuale. La tecnologia insomma verrà messa alla prova ulteriormente per capire con precisione in quale misura possa essere utile ma per gli autori dello studio se le nuove ricerche daranno buoni risultati il prodotto potrebbe arrivare sul mercato entro 5 anni.

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