Ormai le dimostrazioni di volo umano che utilizzano motori a getto allacciati al corpo di spericolati piloti collaudatori si sprecano: i primi dispositivi del genere del resto hanno debuttato anni fa, anche se da allora non hanno mai smesso di attirare l'attenzione del grande pubblico. Quello che si è concluso con successo qualche giorno fa negli Emirati Arabi Uniti però è un esperimento diverso: avvenuta nel contesto del progetto Jetman Dubai, si tratta infatti della prima dimostrazione che unisce una prima fase di sollevamento in aria e atterraggio verticale del pilota a un vero e proprio decollo a tutta velocità e con un esercizio di volo acrobatico.

Il volo di prova si è svolto il 14 febbraio ed è stato documentato con una clip pubblicata su YouTube. Nel video il pilota Vince Reffet indossa e controlla l'ultima versione del Jetwing, un dispositivo spinto da quattro turbine alimentate a cherosene montate su una compatta ala da 2 metri realizzata in fibra di carbonio. Il gadget pesa circa 55 chili e ha permesso al pilota di eseguire operazioni che normalmente sono l'obbiettivo di dimostrazioni separate.

Reffet si è inizialmente librato in volo mantenendo il Jetwing in configurazione verticale — volando cioè prevalentemente sul posto in modo simile a quanto è possibile fare con un normale jetpack. Dopo l'atterraggio, il pilota si è prodotto in un'altra tipologia di volo: uno sprint che ha visto i motori spingerlo a velocità media di 240 chilometri orari. Nel corso della salita Reffet si è prodotto in un giro della morte, prima di raggiungere il punto massimo a 1.800 metri di altitudine e cominciare la ridiscesa.

L'atterraggio l'unico aspetto rimasto scoperto dalla dimostazione: Reffet e Jetwing sono infatti tornati al suolo accompagnati dolcemente dall'apertura di un paracadute installato nel dispositivo, ma le potenzialità del gadget restano impressionanti. Stando a Jetman Dubai il dispositivo può attualmente raggiungere i 6.100 metri e una velocità massima che supera i 400 chilometri orari. I punti deboli restano due: l'autonomia di appena 13 minuti e il fatto che per il momento — non essendone prevista la produzione commerciale — non potrà pilotarlo praticamente nessuno.