Quella dell'energia solare è tra le strade che vanno seguite con più perseveranza per ridurre l'impatto del consumo di carburanti fossili sulla Terra. Mentre molti scienziati lavorano su come rendere più efficiente queste tecnologia, i tecnici del Pentagono hanno deciso di intraprendere un'altra strada: spostare i pannelli solari nello spazio e lasciare che raccolgano energia lì, per poi spedirla aul nostro pianeta sotto forma di microonde. Il sistema è in lavorazione da anni ma ora, ha riportato tra gli altri la CNN, è stato sperimentato con successo.

L'esperimento

Per la precisione il pannello solare testato in questi ultimi mesi è stato spedito nello spazio a maggio dell'anno scorso a bordo di un drone senza pilota. Da allora il dispositivo è rimasto a orbitare intorno alla Terra, compiendo un giro completo del pianeta ogni 9 ore. Quanto al motivo per cui gli scienziati hanno deciso di inviare il particolare pannello nello spazio anziché tenerlo a terra, è una questione di fisica: l'atmosfera terrestre scherma molta parte dei raggi emessi dal sole. Questo effetto protegge la vita stessa sul pianeta, ma al contempo riduce di molto la quantità di energia che è possibile raccogliere da questa fonte.

Perché un pannello solare nello spazio

Un pannello solare spaziale può invece essere investito da tutta la potenza della nostra stella più vicina, per poi trasformarla in energia che può essere spedita sul pianeta sotto un'altra forma. Gli scienziati hanno scelto le microonde per la loro capacità di concentrarsi in un unico punto e di superare indenni la barriera dell'atmosfera senza troppo dispendio energetico, per poi essere convertite in energia elettrica utile. Il pannello solare testato ha dimensioni molto contenute — si parla di circa 30 centimetri quadrati, poco più di un cartone per la pizza — ed è in grado di raccogliere energia trasmissibile per 10 Watt, ovvero abbastanza per tenere acceso un laptop.

Il futuro

Gli scienziati del Pentagono devono ancora mettere alla prova numerosi aspetti del sistema: la raccolta di energia è andata a buon fine, ma lo sviluppo del sistema di trasmissione, pur testato a terra, va ancora messo alla prova nello spazio. Dopodiché si potrà pensare di aumentare la superficie di questi pannelli per renderli in grado di ammassare ancora più energia, e infine di spedirli a un'orbita geostazionaria per sincronizzarli con la rotazione terrestre e spostarli più vicini al sole.

Gli impieghi

Anche una volta terminati gli studi sulla tecnologia è improbabile che questi pannelli diventino una fonte primaria di energia per il pianeta. Il vantaggio piuttosto è che la tecnologia di trasmissione è direzionale: le microonde possono essere spedite in qualunque parte del pianeta disponga di un'antenna di ricezione, rendendo il sistema particolarmente adatto a entrare in funzione in caso di calamità naturali o interruzioni nella normale distribuzione della corrente elettrica.