Il coronavirus che è emerso nelle scorse settimane a Wuhan, in Cina, sta continuando a causare nuove infezioni sia nella zona del focolaio che al di fuori dei confini nazionali. Il virus è particolarmente contagioso e per tentare di arginare il diffondersi dell'infezione è indispensabile ridurre al minimo i contatti con i pazienti che hanno già manifestato i sintomi della malattia e con coloro che sono entrati in contatto con queste persone; per questo motivo negli Stati Uniti si è iniziato a trattare i malati utilizzando dei robot, che effettuano visite e controlli sui pazienti al posto dei medici in carne e ossa.

Sta accadendo in questi giorni al Providence Regional Medical Center – nello stato di Whashington – in un caso di polmonite causato proprio dal nuovo coronavirus. Il paziente è un uomo di 30 anni che ha manifestato sintomi riconducibili alla polmonite causata dal coronavirus e che è recentemente tornato negli Stati Uniti dopo essersi recato proprio a Wuhan. Il paziente ha ricevuto nelle scorse ore una diagnosi definitiva, risultando la prima persona ufficialmente contagiata dal virus e residente negli Stati Uniti: i contatti più recenti dell'uomo sono stati contattati e messi sotto osservazione, mentre il paziente è stato trasportato in ospedale in una lettiga sigillata, posizionata a sua volta in un'area isolata della struttura.

È qui che gli operatori hanno potuto attuare un protocollo di isolamento già ideato e sperimentato poche settimane prima per malattie come MERS ed Ebola, del quale l'automa fa parte integrante. Il dispositivo non ha sembianze umane: si tratta piuttosto di un macchinario che si muove per la stanza del paziente grazie a ruote radiocomandate, con un display che visualizza informazioni o le immagini dei medici curanti e una webcam per trasmettere alla sala di controllo le immagini del paziente. Grazie a questa dotazione di base i medici possono interagire con il paziente o fornirgli pasti e medicinali senza entrarvi direttamente a contatto, mentre con l'ausilio di uno stetoscopio e altri sensori possono tenere traccia dell'evolversi della malattia monitorando i suoi parametri vitali.