Fin dallo scoppio della pandemia di coronavirus una delle priorità per tutti è stata trovare un modo rapido, sicuro e poco costoso di sanificare gli ambienti più frequentati per impedire che il contagio si propagasse attraverso il contatto delle mani con le superfici infette e con il viso. I raggi ultravioletti rappresentano una potenziale soluzione al problema, e in un progetto di ricerca sono stati utilizzati a bordo di un robot a basso costo che può irradiare le superfci che lo circondano pilotandosi da solo.

Il gadget è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, è stato battezzato UVBot e in sostanza è un automa in grado di muoversi nell'ambiente senza bisogno di un pilota umano, navigando negli spazi circostanti, evitando gli ostacoli e percorrendo in autonomia e con perizia i perimetri che è necessario sanificare. A bordo il robot monta una serie di lampade a raggi ultravioletti la cui lunghezza d'onda è letale per il coronavirus: il suo scopo è semplicemente quello di illuminare a dovere e per il tempo necessario tutte le superfici da trattare. L'assenza di un pilota fa sì che il processo di sanificazione non rechi danno a nessuno (esporsi direttamente ai raggi UV è nocivo anche per l'uomo) e possa essere portato a termine anche senza supervisione, nelle ore notturne.

UVBot non è ovviamente il primo dispositivo automatizzato capace di sterilizzare da solo gli ambienti con i raggi UV; dai primi esperimenti effettuati in Cina ormai mesi fa ad oggi, in realtà sono diverse le realtà che ormai utilizzano soluzioni autonome o semi-autonome a questo scopo. Il problema è che prodotti simili possono arrivare costare decine di migliaia di euro e non sono molte le realtà che se li possono permettere. UVBot invece è stato ideato proprio con l'obbiettivo di tenere bassi i costi di produzione e realizzarlo può costare meno di 1.000 euro. Il suo segreto infatti è semplice: le parti fondamentali per il suo funzionamento sono già tutte in commercio.

Le lampade impiegate si possono reperire in ogni negozio specializzato e perfino la base del gadget che gli permette di muoversi sul suolo è un comune robot aspirapolvere della serie Roomba; il resto è composto da parti stampabili in 3D e da un software che i ricercatori metteranno a disposizione gratuitamente. Il dispositivo uscito dal progetto somiglia più a uno scaffale traballante che a un robot salvifico, ma quel che conta è la sostanza: dai test effettuati dai ricerctori, le superfici irradiate da UVBot risultano sterilizzate al 99 percento al pari di quelle trattate con altri metodi di sanificazione; il progetto per realizzarlo inoltre sarà pubblicato online a breve.