In ogni ambito dello scibile umano fare pratica su ciò che si sta studiando può essere estremamente utile a chi impara; è un assunto che vale particolarmente in medicina, dove simulazioni sempre più complesse aiutano ogni giorno gli aspiranti medici e infermieri ad effettuare procedure mai tentate con più precisione e ad affrontarle con sicurezza. L'ultimo esempio arriva dall'Inova Center for Advanced Medical Simulation, che ha ideato un'intera sala parto robotica composta di androidi in stato di gravidanza, per istruire il personale medico a gestire correttamente eventuali parti che degenerano in situazioni di emergenza.

Per la precisione i dispositivi impiegati sono manichini anatomicamente corretti, ideati per presentare ai medici che li hanno in cura le condizioni più disparate, che andranno poi trattate nel corso di simulazioni di parti problematici. Ritmo respiratorio, la temperatura corporea e l'attività cardiaca sono solo alcuni dei parametri dei dispositivi che possono essere regolati; le impostazioni possono essere preprogrammate per dare vita a uno scenario preciso oppure controllate in tempo reale via wireless da una sala di controllo per improvvisare un'emergenza sul momento. In ogni caso a partire da una data condizione è poi il trattamento dei medici e del personale di sala a determinare l'evolversi della situazione, fino alla nascita del neonato, anch'esso di natura sintetica.

Oltre a una sala parto dedicata, nel sistema di simulazione ideato dall'ICAMS sono comprese ambienti come sala emergenze, ambulatorio, camera per la degenza e unità di terapia intensiva, tutti abitati da pazienti robotici. Simulazioni simili possono dare ai medici in erba la possibilità di mettere in pratica nozioni che fino a poco tempo prima avevano solamente appreso sui libri; la soluzione si rivela particolarmente preziosa nei casi rari e complessi, che possono essere così risolti con preparazione anziché risolversi in maniera infausta.