Chiesa e nuove tecnologie non hanno mai avuto un rapporto particolarmente stretto: la prima del resto è un'istituzione plurimillenaria che affonda le proprie radici nel passato remoto, mentre il mondo hi tech per definizione vive costantemente sul confine tra presente e futuro. La religione cristiana però non ha mai smesso di provare a mantenersi al passo coi tempi, e il suo ultimo tentativo risale a poche ore fa: si chiama Click to Pray eRosary, ed è un rosario smart interattivo, pensato per pregare connessi allo smartphone.

Lo ha presentato in Vaticano nella giornata di ieri la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, e ufficialmente nasce con l'obbiettivo di "pregare per la pace nel mondo", anche se ogni fedele potrà utilizzarlo per la tipologia di preghiera che crede più opportuna. Il rosario tecnologico si presenta come un comune rosario da dieci grani realizzati in ematite e agata nera (si indossa al polso anziché al collo dunque) più una croce che però al suo interno contiene le componenti necessarie alla connessione con lo smartphone.

Il gadget si attiva facendo il segno della croce, e una volta attivato comunica con un'app sullo smartphone che contiene un'audioguida, immagini religiose e contenuti personalizzati sulla preghiera del rosario selezionata; attraverso l'app è infatti possibile scegliere se pregare il rosario tradizionale, un rosario contemplativo oppure diversi tipi di rosari tematici che vengono aggiornati ogni anno. Il software infine registra la progressione delle preghiere al posto dell'utente.

Nelle intenzioni della Rete Mondiale di Preghiera del Papa Click to Pray eRosary non è un gadget per fedeli esperti, ma un dispositivo pensato per "insegnare ai giovani a pregare il rosario" e per "raggiungere le frontiere periferiche del mondo digitale dove i giovani si incontrano". Il problema è il prezzo: 99 euro, che potrebbero alienargli le simpatie proprio di quel pubblico di giovani che il gadget intende avvicinare.