Negli ultimi anni le tecnologie di riconoscimento facciale hanno fatto passi da gigante sia in termini di sofisticazione che di diffusione, tanto da preoccupare legittimamente i più sensibili ai temi della privacy e della sorveglianza di massa. Senza leggi che regolamentino le modalità con le quali è consentito o vietato carpire queste informazioni all'insaputa dei proprietari le cose potrebbero però presto andare ancora peggio: a ribadirlo è uno studio dell'università della California durante il quale i ricercatori hanno dimostrato di saper identificare una persona dal modo in cui cammina, e di poter ottenere le informazioni sulla camminata anche senza bisogno di riprenderla in video, utilizzando solo onde radio capaci di attraversare i muri.

I principi applicati

Lo studio unisce, per la prima volta e in modo inquietante, due tecniche già sperimentate in passato. La prima è il riconoscimento della camminata, un processo basato sul fatto che l'incedere di ogni persona è contraddistinto da un mix di elementi unici — microbilanciamenti che è possibile catturare in video e far analizzare a un software per risalire a una impronta unica che distingua un individuo da un altro. La seconda è l'utilizzo di onde elettromagnetiche per rilevare oggetti fuori dalla portata ottica di un osservatore — ovvero lo stesso principio alla base dei radar.

Serve solo un sistema WiFi

Anziché basarsi su materiale video ripreso da una comune videocamera, i ricercatori hanno catturato le informazioni sulla camminata dei soggetti partecipanti al loro esperimento utilizzando dei comuni trasmettitori e ricevitori WiFi, ovvero apparecchiature acquistabili per poche decine di euro in qualunque negozio. Le onde emesse dai trasmettitori hanno due proprietà interessanti — attraversano le superfici solide ma al contempo ne vengono parzialmente riflesse; questo permette ai ricercatori di irradiare la stanza interessata con appositi segnali di riempimento, ottenendo in risposta una sorta di impronta del suo interno.

Algoritmi al lavoro

L'immagine ottenuta dai ricevitori non è ovviamente definita come una fotografia — anzi è un ritratto molto confuso e parziale dell'ambiente analizzato nella sua totalità. La mole di dati grezzi ricevuta può però essere interpretata da appositi algoritmi tarati sulla presenza di figure umane, che rilevano e posizionano eventuali persone sulla scena. A questo punto basta ripetere il rilevamento più volte al secondo per ottenere una sorta di immagine in movimento che può servire per il sistema di riconoscimento della camminata.

I rischi

La scarsa precisione del rilevamento WiFi non rende possibile alcun tipo di riconoscimento facciale, ma nell'esperimento effettuato dai ricercatori basarsi sulla camminata si è rivelato comunque abbastanza per riuscire a distinguere gli 8 partecipanti uno dall'altro con un tasso di successo dell'80%. Utilizzare apparecchiature più sofisticate potrebbe aumentare la precisione della tecnica, fino ad arrivare a uno scenario potenzialmente inquietante: poter comparare video di sorveglianza e altro materiale ripreso da normali videocamere per scovare all'interno delle loro case eventuali sospettati o vittime avvistati in precedenza.