Quando le fotocamere degli smartphone erano ancora fantascienza e gli stessi smartphone erano dispositivi all'avanguardia nelle mani di pochi individui, i videogiocatori con un Nintendo Game Boy a disposizione potevano già scattare foto digitali in movimento utilizzando un ingombrante ma avveniristico accessorio chiamato Game Boy Camera. Oggi il dispositivo — nato nel 1998 — è decisamente obsoleto, ma in questi giorni un ingegnere software che risponde allo pseudonimo di Maple Syrup ha deciso di omaggiarlo ricreando online un sito che permette di scattare fotografie come se uscissero direttamente dal suo arcaico sensore.

Il sito si raggiunge a questo indirizzo ed è particolarmente semplice da usare: il browser chiede inizialmente all'utente se desidera utilizzare dare alla pagina il permesso di utilizzare la fotocamera del telefono o del computer, e dopo la risposta affermativa fa partire l'app che consiste in sostanza di una normale fotocamera con un particolare filtro applicato all'elaborazione delle immagini.

Gli oggetti inquadrati sono ripresi infatti in 4 colori: il bianco e il nero, più due tonalità di un colore a scelta tra una tavolozza disponibile nelle opzioni della fotocamera che si raggiungono premendo il tasto con il simbolo dell'ingranaggio. Le sfumature tra le tonalità di colore sono riprodotte mescolando tra loro le cromie a disposizione a bassissima risoluzione. Del resto la definizione della fotocamera è ridotta artificialmente dagli algoritmi del sito per ricreare quella della Game Boy Camera originale. L'ingombrante aggeggio poteva catturare immagini di appena 128 x 128 pixel di risoluzione, contro i 4290 x 2800 pixel a 16 milioni di colori ciascuno che può catturare una fotocamera media da 12 megapixel al giorno d'oggi.

Oltre alla tavolozza di colori alla base delle foto, dalle impostazioni si possono regolare i parametri relativi a illuminazione e contrasto delle immagini catturate, mentre il salvataggio avviene sulla memoria del dispositivo in uso, premendo l'apposito pulsante. Una volta recuperate dalla memoria, le immagini hanno comunque dimensioni vicine a quelle delle fotografie attuali, e si possono si possono caricare su altre piattaforme di condivisione come Instagram e Twitter.