11 Gennaio 2011
12:24

Quora: il social network si apre al mercato della conoscenza?

Il social network Quora, creato dall’ex Facebook Adam D’Angelo, sta attirando l’attenzione di media e internauti ed ha già raggiunto la quotazione di 86 milioni di dollari.
A cura di Anna Coluccino

Malgrado sia nato nel novembre del 2009, Quora ha cominciato a macinare consensi soltanto negli ultimi mesi del 2010, periodo in cui quello che sembrava solo un piccolo social network di nicchia si è trovato improvvisamente al centro degli interessi dei tech media di tutto il mondo ed ha spinto molti addetti ai lavori a salutare l'arrivo dell'anti-Facebook. Ora, parlare di anti-Facebook è quantomeno prematuro, ma quel che è sicuro è che questo nuovo social media ha azzeccato una formula di successo, destinata a fare strada (non sappiamo quanta, ma ne farà). La formula in question è molto semplice: ci si iscrive, si segnalano gli argomenti ai quali si è interessati o per i quali ci si ritiene dei buoni esperti e si comincia a porre domande e a rispondere ai quesiti altrui.

Secondo la descrizione che il sito stesso fa di sé: "Quora è una collezione in continua evoluzione di domande e risposte create, editate e organizzate da chi ne fa uso". Al momento, l'iscrizione a Quora può avvenire solo in seguito all'invito di qualcuno che è già iscritto al network, ma questo non sembra stia impedendo la rapida crescita del numero degli utenti. Naturalmente, come sempre accade quando si parla di web, non si tratta di una novità assoluta, potremmo definirlo una sorta di astuto mix di Yahoo! Answers e Wikipedia ma ha quel qualcosa in più che lo rende incredibilmente promettente.

Ma, giacché siamo in aria di domande, proviamo a farne una: Quora può essere considerato un social network? Naturalmente, abbiamo girato la domanda al sito, ed abbiamo scoperto una discussione di vecchia data che coinvolge un utente senior, un amministratore e qualche utente semplice. Ecco le risposte tra le quali, in evidenza, potrete leggere la risposta "ufficiale" che anche noi di fanpage adotteremo da qui in poi.

Il fondatore del sito è, manco a dirlo, un ex CTO di Facebook, Adam D’Angelo, fuoriuscito dal sito in blu dopo soli due anni proprio per fondare Quora. La compagnia, al momento, conta circa 15 dipendenti e nel mese di marzo del 2010 ha ricevuto un finanziamento da Benchmark Capital, una venture capital responsabile del successo di moltissime start up (Yelp, Second Life, OpenTable, MySQL), che l'ha portata a conquistare un valore di mercato pare ad 86 milioni di dollari. Insomma, tutto fa credere che ci troviamo di fronte ad una realtà destinata a far parlare ancora  molto di sé. D'altronde, negli ultimi tempi si era presa l'abitudine di creare enormi hype intorno a social network che non avevano ancora incontrato gli utenti, con la conseguenza di incassare non poche delusioni (basti pensare a Diaspora o a Ping), in questo caso -invece- ci troviamo di fronte ad un fenomeno che comincia a riscuotere consensi e che, come da più parti si fa notare, si distingue dai suoi colleghi per l'elevata qualità di domande e risposte che gli utenti offrono.

Il punto è che Quora è non solo, con tutta probabilità, il miglior sito Q&A mai realizzato, ma potrebbe rappresentare il futuro della ricerca online, specie dopo che il sorpasso di Facebook su Google ha reso più che mai lampante la vittoria dello stile social su quello search. I cybernauti preferiscono risposte "umane" a quelle generate sulla base di una chiave di ricerca e un algoritmo. Preferiscono chiedere e valutare risposte dirette piuttosto che andare alla ricerca di soluzioni navigando il web. D'altro canto, Internet ormai straborda di informazioni, e non è facile orientarsi all'interno del mare magnum della rete senza rischiare di perdersi ed uscirne più confusi di prima.

Quora offre un'elevata qualità (cosa che Yahoo! Answer non è mai riuscito a fare) unita alla possibilità di interazione in tempo reale tra gli utenti (cosa impossibile per Wikipedia). Per quanto riguarda la concorrenza che alcune funzioni interne ai social network  come le LinkedIn Aswers o le Facebook Questions possono fare a Quora, non c'è molto di che preoccuparsi. L'alto profilo delle discussioni presenti sul social network di D'Angelo può difficilmente essere eguagliato in ambienti in cui gli utenti vengono coinvolti in mille altre attività come Facebook, o in cui ci si relaziona principalmente a datori di lavoro e colleghi come LikedIn, per non parlare delle preoccupazioni relative alla privacy che la condivisione di alcune domande sui social network di mainstream potrebbe sollevare.

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