2 Maggio 2011
11:27

Rapporto sullo stato di Internet e della banda larga: Italia fuori dalla top 100

Akamai ha pubblicato il “Rapporto sullo stato di Internet” relativo al quarto trimestre del 2010 e mette in luce la penetrazione della banda larga, l’utilizzo dei dispositivi mobili per l’accesso alla rete e il traffico legato agli attacchi informatici.
A cura di Giovanna Di Troia

Akamai, network per la distribuzione di contenuti digitali e applicazioni in internet, ha pubblicato il “Rapporto sullo stato di Internet” relativo al quarto trimestre del 2010. I dati sono stati elaborati partendo dalle informazioni raccolte grazie alla rete globale di Akamai dotata di  84.000 server in 72 Paesi e mettono in luce la penetrazione della banda larga, l’utilizzo dei dispositivi mobili per l’accesso alla rete e il traffico legato agli attacchi informatici.

L'Asia si conferma il continente più veloce al mondo in fatto di rete, con il 75% delle città nella Top 100. La città più connessa al mondo risultaTaegu, in Corea del Sud, con una velocità di connessione media di 18,4 Mbps.

Solo 12 invece le città europee con Costanza, in Romania, al primo posto con una velocità media di connessione di 8,2 Mbps mentre Bradford, nel Regno Unito occupa il 99esimo posto con 6.1 Mbps.  Nessuna italiana tra le Top 100.

Nel terzo trimestre del 2010, si sono collegati alla rete di Akamai oltre 533 milioni di indirizzi IP unici da 235 paesi, con un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per quanto riguarda la velocità dai 2 Mbps in su, l’Isola di Man si colloca al primo posto, con un tasso di adozione della banda larga del 96%, seguita dal Principato di Monaco, il quarto posto spetta alla Romania, a seguire Svizzera, Bulgaria, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Belgio e Guernsey. Inoltre, è stato constatato che l’adozione della banda larga ad alta velocità che supera i 5 Mbps ha continuato a crescere in Europa.

Per quanto riguarda le velocità medie di connessione tra i Paesi europei, la Romania è ancora in testa, occupando una quarta posizione, con una velocità media di 7 Mbps. Ma si distinguono anche i Paesi Bassi con una velocità di poco inferiore alla precedente, la Lettonia con i suoi 5,9 Mbps, la Repubblica Ceca con 5,7 Mbps, la Svizzera con 5,6 Mbps ed il Belgio con 5,5 Mbps.

In Italia, invece, la velocità media di connessione nel quarto trimestre del 2010 si attesta sui 3,4 Mbps, con un aumento di 0,1 Mbps rispetto al terzo trimestre dello stesso anno. In Italia, il 10% delle connessioni supera la velocità di 5 Mbps (rispetto al 7,7% del trimestre precedente), l'83% si colloca al di sopra dei 2 Mbps (82% nel trimestre precedente), mentre l'1,1% è al di sotto dei 256 Kbps (1,3% nel trimestre precedente).

Akamai ha analizzato ancora la velocità media di connessione delle singole città, ma a livello globale, e si evince che per ben tre quarti del totale sono paesi asiatici. La città più veloce in assoluto è Taegu (Corea del Sud), con una velocità media di connessione di 18,3 Mbps, mentre in Europa è la Romania, in particolare la città di Costanza, con una velocità media di connessione pari a 8,2 Mbps.

Ecco la classifica delle 50 città con connessioni banda larga più veloci:

Per quanto concerne l'utilizzo delle connessioni mobili è cresciuto nel corso del terzo trimestre del 2010, ma è stato rilevato anche un netto incremento nel volume di dati scaricati.  Gli utenti degli operatori in Slovacchia, Germania, Francia e Austria hanno utilizzato in media più di 1 GB al mese di contenuti attraverso la rete di Akamai. E migliora la qualità di tale tipo di connessione, con picco di 21,2 Mbps assegnata a un operatore del Regno Unito, mentre in Italia la velocità media più alta tocca i 2,90 Mpbs.

Per quanto riguarda il traffico degli attacchi informatici, la Russia scansa gli Stati Uniti dalla classifica. Rispetto al trimestre precedente, in Europa è stata rilevata un aumento del 10% sul traffico totale ed il 3,6% proviene dall’Italia, collocandosi al settimo posto a livello globale, scendendo di un gradino nella classifica rispetto al secondo trimestre 2010.

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