La Maker Faire, oggi al suo ultimo giorno alla Fiera di Roma, è uno di quegli eventi che ti lasciano a bocca aperta, specie se ci vai pensando che si tratti di una manifestazione rivolta esclusivamente a ingegneri, addetti del settore ed esperti di ogni sorta. E invece no, non solo almeno, perché la Maker Faire è quanto mai "pop", così come è popolare il fascino esercitato dalla tecnologia applicata alla vita di tutti i giorni. Il risultato è che il visitatore cammina tra robot, dispensatori di drink, frutta suonante e macchinine connesse alle onde elettromagnetiche del cervello. Un'esperienza, quella della Maker Faire, che somiglia a un percorso tra giochi, ma di cui si percepiscono chiaramente l'origine e la tensione non solo ludica, ma scientifica e di ricerca. Intanto, però, questa è stata in breve la nostra passeggiata tra i "giochi".

Tecnologia al servizio delle disabilità.

Braccia, mani, cappelli ipertecnologici capaci di compiere o far compiere gesti che potremmo essere impossibilitati a fare. Si va dal cappello con i sensori, progettato nell'Università di Roma "Tor Vergata", che permette di pilotare una macchina usando l'inclinazione della testa e che è destinato a rappresentare un valido aiuto per coloro che sono immobilizzati su una sedia a rotelle, alla mano robotica, progettata per essere impiegata come protesi e che ha la caratteristica di offrire un'ottima manualità grazie alla capacità di chiudere ogni dito singolarmente. Particolarmente interessante infine il braccio meccanico a controllo remoto, che attraverso un guanto permette di gestire tutte le funzioni con una sola mano. Bisogna precisare che in realtà, oltre ai casi qui segnalati, sono tante le invenzioni mostrate alla Maker Faire che possono trovare applicazione nel sostegno delle persone con disabilità.

Sicurezza sul lavoro.

Il casco 3D progettato da Eni e Mit.in foto: Il casco 3D progettato da Eni e Mit.

Caschi e tute suggeriscono uno scenario da Star Wars, ma gli oggetti presentati da Eni e Mit affrontano il tema della sicurezza sul lavoro proponendo soluzioni tecnologiche. Presso il padiglione 6.C.26 #InnovationforEnergy a #MFR17 sono esposti, tra gli altri

  • i caschi 3D ad alta definizione che raccolgono dati sullo stato di salute dell’operatore e li proiettano grazie alla Realtà Aumentata;
  • i guanti con sensori che rilevano pericoli nelle vicinanze come superfici calde e alta tensione;
  • e le tute che monitorano i segnali biologici dell’operatore tra cui temperatura corporea, frequenza cardiaca, idratazione e respirazione.

Robot, robot, robot.

Rodyman, "pizzaiolo" ma non solo.in foto: Rodyman, "pizzaiolo" ma non solo.

Come da attesa, la Maker Faire è anche invasione di cyborg amici, quelli che impastano e infornano la pizza dopo averci "giocato" (Rodyman di Prisma Lab dell'Università Federico II), quelli che assumono la forma di pentole vaganti capaci, attraverso programmazione, di svolgere diversi compiti come controllare casa, l'assistente virtuale che interagisce vocalmente con le persone e automi programmabili che ossequiosamente svolgono i compiti assegnatigli. Ah… e senza dimenticare il robot calciatore che, oltre a desiderarne il tesseramento al posto del giocatore meno in forma della propria squadra del cuore, si candida ad essere impiegato in altri (e più importanti) settori. La capacità del robot-calciatore di restare in piedi in condizioni di equilibrio precario, di saper cadere e poi rialzarsi suggeriscono un utilizzo di questa tecnologia, ad esempio, nel campo dell'assistenza protesica.

Mobilità: dalle stelle al bambù.

Non la "solita" pista di automobiline.in foto: Non la "solita" pista di automobiline.

Tanti robot suggeriscono l'entusiasmante sensazione di attraversare uno spazio fantascientifico, ma a ciò contribuisce anche la presentazione di una sonda che promette di ridurre i costi delle missioni, poiché capace di tornare esattamente laddove è partita grazie all'uso delle coordinate Gps. Terrestre fin nel suo cuore è invece la bicicletta in bambù, che già occupa un mercato di nicchia e che presenta il vantaggio dell'eco-compatibilità e quello tecnico di assorbimento delle vibrazioni. Alla Maker Faire abbiamo trovato anche una pista di macchinine e, mentre pensavamo di essere tornati piacevolmente agli anni dell'adolescenza, abbiamo notato che i giocatori non stringevano nella mani alcun controller: un caschetto con sensori "legge" le onde elettromagnetiche del cervello e trasferisce le informazioni alle automobiline.

Ma anche tanto altro ancora…

Esoscheletro creato con stampante in 3D.in foto: Esoscheletro creato con stampante in 3D.

In fin dei conti alla Maker Faire ovunque ti giri scorgi qualcosa di interessante. Abbiamo scoperto che la frutta suona grazie al progetto "Il canto della Natura" di Catalin Montanaro: un sintetizzatore collegato con una scheda Arduino emette un suono per ogni frutto che, toccato, libera corrente elettrica. Lo spettacolo offerto dalla fiera dell'innovazione è stimolante anche perché è così vario che dalla frutta si può passare a mastodontici esoscheletri, come un'armatura robotica gigante creata interamente attraverso stampante 3D. Un po' robot un po' elettrodomestico è infine la macchina-barista, capace di miscelare sapientemente i drink e offrirti il tuo momento di relax.