Di lui non si avevano più notizie dal 1997: William Moldt — statunitense di Wellington, in Florida, che alla data della scomparsa aveva 40 anni — è stato ritrovato solo questa estate e grazie all'aiuto di Google Earth. A raccontarlo è stato direttamente l'ufficio dello sceriffo della contea di Palm Beach responsabile del ritrovamento, avvenuto a fine agosto. L'uomo era scomparso senza lasciare traccia il 7 novembre di 22 anni fa dopo una serata in discoteca e un messaggio per tranquillizzare la fidanzata, ma le ricerche per ritrovarlo non erano mai andate a buon fine.

Il ritrovamento è avvenuto per cicostanze del tutto fortuite: un ex residente della zona — racconta l'ufficio dello sceriffo — ha infatti notato la sagoma di un'auto sommersa in uno stagno nei pressi dell'area dove abitava, e ha pensato di avvisare uno degli attuali abitanti del quartiere che ha poi effettuato una ricognizione sul posto con un drone. Quest'ultimo dopo aver confermato la presenza del veicolo ha avvisato la polizia che ha portato a termine il recupero scoprendo i resti di uno scheletro umano.

Il paradosso è che la soluzione del caso è stata a portata di mano per anni: le immagini che ritraggono il veicolo affondato non sono particolarmente recenti, anzi: aggiornamenti che risalgono addirittura al 2007 permettevano già di notare l'automobile sul fondale. Nessuno però ha mai notato il dettaglio fino a questa estate, o per lo meno nessuno si è preoccupato di avvisare le autorità al riguardo.

Una volta informati e giunti al veicolo, gli investigatori hanno subito formulato l'ipotesi che i resti al suo interno potessero appartenere a Moldt. Il corpo dell'uomo in effetti non era mai stato ritrovato e nessuno riteneva più probabile che ciò potesse avvenire a più di 20 anni di distanza dalla scomparsa. I resti rinvenuti sono dunque stati sottoposti alle analisi di un medico legale i cui risultati hanno confermato in queste ore l'ipotesi della polizia.