Molti utenti iPhone sono portati a pensare la schermata del multitasking a bordo di iOS sia utile a chiudere i software che non si stanno più utilizzando, per liberare memoria sul telefono e rendere le operazioni del processore più spedite. In realtà le cose non stanno così: si tratta di un errore comune, tramandato dal modo in cui i computer meno recenti trattano le applicazioni — ovvero condividendo risorse tra tutte quelle aperte — ma che se commesso a lungo può rendere addirittura il telefono più lento.

La tentazione irresistibile

La tentazione di chiudere le app visualizzate nella schermata del multitasking deriva dall'illusione che queste stiano consumando le preziose risorse del telefono; in realtà però queste app non sono neppure aperte — o almeno non nel modo che siamo portati a credere. Non si tratta di infatti software immediatamente pronti ad accogliere il tocco delle dita né capaci di visualizzare animazioni o video in tempo reale — motivo per cui le schermate che li rappresentano sono immobili. In effetti le app presenti nella schermata del multitasking si trovano in uno stato di animazione sospesa, come congelate: iOS le rende inerti affinché non consumino risorse significative ma rimangano capaci di operazioni basilari, come la ricezione delle notifiche.

Cosa succede chiudendo le app

Eliminarle dalla schermata del multitasking con un pratico colpo di pollice cancella le app dalla lista di quelle che hanno bisogno di questi aggiornamenti, ma l'operazione ha due effetti negativi. Il primo è che l'app in questione potrebbe non riuscire a ricevere notifiche sullo sfondo di altre app — un problema se si tratta di un'app di messaggistica, un social o un client di posta. Il secondo è che quando poi quest'app andrà riaperta, il processore dovrà aprirla da zero, ovvero recuperarla dalla memoria, avviarla e rimetterla in condizioni di funzionare, mentre con un comodo recupero dalla schermata del multitasking questo laborioso procedimento non sarebbe stato necessario.

I danni

L'impatto di una singola operazione del genere ovviamente non è devastante per l'autonomia del telefono, ma chi è abituato a chidere le app in questo modo può arrivare a farlo decine di volte in un'ora. Questo tipo di attività — eliminare ogni traccia di un'app dalla memoria RAM e costringere il dispositivo a ricaricarla del tutto alla successiva riapertura — se ripetuto a lungo può far lavorare il processore e la stessa memoria più del dovuto.

Una reazione a catena

Così si innesca un processo che col tempo può rendere gradualmente più lento il telefono: la batteria finisce col risentire di queste operazioni continue e frequenti, si scarica più velocemente e rende necessario ricaricarla più di frequente. A sua volta il processo di ricarica pone uno stress sulle componenti chimiche dell'accumulatore, che perde progressivamente capacità fino ad arrivare sotto alla fatidica soglia che porta iOS a far lavorare con più calma il processore per impedire che il telefono si spenga.

Chiudere le app dalla schermata del multitasking può essere percepito come utile, o perfino rispondere all'esigenza psicologica di voler mettere ordine nel sistema operativo, ma nella migliore delle ipotesi non porta comunque alcun beneficio. Il motivo per cui Apple ha messo a disposizione la possibilità di farlo è principalmente uno: terminare un'app che per qualunque motivo può aver smesso di funzionare e necessita di un riavvio. In questo caso, tentare la chiusura forzata può essere effettivamente la soluzione al problema.