Un recente studio pubblicato su Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking dimostrerebbe che stare almeno una settimana disconnessi da internet causerebbe sintomi d’astinenza, simili a quelli riscontrati in chi ha sviluppato una dipendenza da stupefacenti, tra questi soprattutto ansia, “noia” e cambiamenti di umore. Ma il paragone fatto da alcune testate con l’astinenza da droghe appare piuttosto forzato, dato che tali sintomi non sono necessariamente univoci di queste forme di astinenza. Del resto lo studio firmato da Stefan Stieger e David Lewetz non trae conclusioni soddisfacenti, per la natura stessa in cui la loro ricerca si è potuta svolgere. Sono loro stessi ad ammetterne i limiti.

Come si è svolta la ricerca

La ricerca si è svolta reclutando con degli annunci in rete dei volontari, tutti provenienti dalla Germania, ai quali è stato chiesto di astenersi dai social per 7 giorni. Lo studio si è concluso con un questionario in cui nel 59 percento dei 152 partecipanti (di cui il 70 percento erano donne), si sono riscontrati i già citati sintomi d’astinenza, compresa una certa pressione a tornare a frequentare i social non appena fosse finita la sperimentazione. Il metodo utilizzato prevedeva anche una fase longitudinale – che ha preceduto il questionario finale – in cui ogni giorno i partecipanti mediante una App rispondevano a tre promemoria prodotti in maniera randomica.

Uno studio che presenta molti limiti

Come gli stessi ricercatori riportano con grande correttezza nel loro studio, esistono almeno tre limitazioni che ci devono far prendere con le pinze i risultati, che non ci permettono – per come è stato svolto l’esperimento – di sostenere con certezza l’esistenza di sintomi di astinenza veri e propri: su mille persone a cui è stato proposto di partecipare solo 152 hanno aderito dall’inizio alla fine, questo fa sì che possa esserci stata una selezione, la quale avrebbe premiato i volontari meno “dipendenti” dai social network, non possiamo quindi escludere che vi sia stato un condizionamento da parte loro nel momento in cui sono stati tratti i risultati; la durata di 7 giorni non sembra sufficiente per poter stabilire dei risultati certi; i “sintomi” di cui si parla sono stati tratti da delle autovalutazioni degli stessi volontari. Se aggiungiamo che non è stato possibile eseguire uno studio in cieco, quindi facendo in modo che almeno i volontari non sapessero la natura della sperimentazione (cosa molto difficile da ottenere in questo genere di studi), dobbiamo concludere che lo studio non dimostri da solo l’esistenza di sintomi d’astinenza.