Tra le truffe di phishing che stanno guadagnando sempre più trazione in Rete, quelle diffuse tramite le app di messaggistica stanno diffondendosi più velocemente delle altre. Rimanere all'erta su queste piattaforme è essenziale, ma in generale i consigli per rimanere al riparo dalle truffe online sono semplici da seguire: basta diffidare di messaggi contenenti link e soprattutto stare alla larga da gruppi sospetti. In alcuni casi però queste app sono vittime inconsapevoli degli attacchi: è quello che è accaduto nell'ultima ondata segnalata dai ricercatori di Vada Secure, nella quale i truffatori hanno allestito delle finte pagine di invito a gruppi WhatsApp pubblicizzate come chat per la diffusione di materiale pornografico.

Non stupisce che WhatsApp sia una delle piattaforme più bersagliate da questo tipo di attacchi: l'app è utilizzata da 2 miliardi di persone in tutto il mondo e vanta una delle interfacce grafiche più riconoscibili di tutto il panorama informatico. Per questo — ha riferito Vada Secure — nell'ultimo trimestre preso in esame il numero di finte pagine web che hanno visto per protagonista involontaria la piattaforma è stato di più di 5.000: la cifra ha visto WhatsApp finire al quinto posto tra i brand online più impersonati dai truffatori dopo PayPal, Facebook, Microsoft e Netflix.

Contrariamente ai raggiri ai quali siamo sempre stati abituati in Italia dunque, questi tentativi di truffa non avvengno necessariamente all'interno di WhatsApp: si tratta di pagine web il cui link può essere diffuso tramite lo stesso WhatsApp ma anche via email o social, e che mimano l'interfaccia dell'app di messaggistica mostrando al centro un pulsante per l'iscrizione a un gruppo denominato Berbagi Video 18+. La chat è pubblicizzata come un gruppo di diffusione di materiale pornografico, ma gli utenti che cadono nel raggiro e cliccano sul pulsante di iscrizione al gruppo con la promessa di clip piccanti finiscono vittima dei truffatori.