Il 2018 si è chiuso con una nota positiva e spettacolare per gli esport: a novembre si sono infatti svolte le finali mondiali del FIA Certified Gran Turismo Championship 2018, il primo campionato mondiale certificato dalla Federazione Internazionale dell'Automobile e basato sul più recente titolo della serie Gran Turismo per PlayStation 4, ovvero GT Sport. Giocate interamente su PlayStation 4 con l'ausilio di un'attrezzatura da simulazione composta da volante, cambi e pedaliera, le gare hanno avuto luogo nel principato di Monaco e hanno visto la partecipazione di giovani giocatori da tutto il mondo, che nelle settimane precedenti si erano qualificati nelle rispettive regioni di appartenenza e che ancora prima si erano conquistati la loro chance tramite le sfide online ufficiali supervisionate dagli organizzatori.

(Foto: Daniele De Luca)
in foto: (Foto: Daniele De Luca)

Due i titoli in palio, a caccia dei quali c'erano anche due italiani, entrambi appena ventenni: da una parte Alessio Pusceddu, che ha gareggiato a staffetta nel team Dodge con due compagni da Giappone e Canada per aggiudicarsi il campionato costruttori; dall'altra Giorgio Mangano, che invece giocava per l'agognata Nations Cup da solo contro altri ventinove finalisti da Giappone, Brasile, Germania, Canada, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Ungheria, Gran Bretagna, Cile, Hong Kong, Francia e Australia.

La fase finale del torneo è stata seguita online da più di tre milioni di persone. La produzione del resto era il frutto di una collaborazione tra Sony e la FIA, che per dare vita a uno spettacolo di livello televisivo non hanno badato a spese, arrivando a invitare il cinque volte campione del mondo di Formula 1 Luis Hamilton a fare simbolicamente da padrino della manifestazione insieme al creatore di Gran Turismo, Kazunori Yamauchi. La tre giorni di gare è stata accompagnata dalla telecronaca in diretta in sei lingue da parte di altrettante coppie di commentatori e il tutto è stato trasmesso su YouTube e Red Bull TV, dove i canali italiani sono stati invasi per tutta la durata dell'evento di commenti — a tratti estatici e a tratti angosciati — sulle prestazioni dei nostri piloti virtuali.

L'entusiasmo del pubblico che ha seguito l'evento era palpabile ma Sony e FIA sperano che dall'anno prossimo le cose vadano ancora meglio, anche perché il campionato si basa su un mix di ingredienti ad alto potenziale. Innanzitutto c'è il realismo per il quale GT Sport è giustamente famoso e che lo rende immediatamente appetibile a qualunque appassionato di motori; a questo si unisce la presenza, in veste di protagonisti, di ragazzi coi quali è facile entrare in empatia (sia per le potenziali nuove leve che per i semplici spettatori) e che nel corso dell'evento si sono genuinamente divertiti, fraternizzando nonostante le rivalità; un coinvolgimento maggiore da parte delle case automobilistiche presenti nel gioco potrebbe infine spingere il torneo anche fuori dai servizi di video streaming sul web. Peccato solo per la rappresentanza femminile nelle gare, scesa a zero già nelle fasi antecedenti alle finali.

Per la cronaca, il campionato costruttori è stato vinto dal team Lexus, mentre a uscire vincitore dalla competizione piloti è stato il brasiliano Igor Fraga — 20 anni — arrivato già come favorito dalle finali americane ma costretto in più di una fase della competizione a sudarsi il risultato. A seguirlo sono stati il vincitore delle finali europee, il tedesco Mikail Hizal e l'australiano Cody Nikola Latkovski. Il nostro Giorgio Mangano si è fatto valere a più riprese dimostrando a tratti di saper dare del filo da torcere anche ai migliori, ma è rimasto penalizzato da un errore nel pit stop e non ha potuto dare tutto, chiudendo in decima posizione. L'entusiasmo però non gli manca: dall'anno prossimo è già pronto a rimettersi in gioco.