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Soleimani, su Twitter “esplode” la Terza Guerra Mondiale: un milione di tweet con l’hashtag #WWIII

Il raid di questa notte ad opera degli Stati Uniti e le conseguenze che potrebbe avere sugli equilibri geopolitici mondiali hanno mandato in subbuglio anche la comunità online, che si è riversata sui social a discutere l’evolversi della situazione ed esorcizzare il timore di un conflitto globale.
A cura di Lorenzo Longhitano
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Con il raid aereo statunitense che questa notte è costato la vita al generale iraniano Qassem Soleimani si può dire che il 2020 non si sia aperto nel più sereno dei modi. A prescindere dalle motivazioni dietro all'operazione, è ragionevole supporre che l'attacco innescherà una serie di reazioni a catena nel mondo islamico e non solo, come del resto sta già avvenendo nelle ore immediatamente successive all'annuncio. Per questo e per la rilevanza della notizia in tutto il mondo, le reazioni sui social non si sono fatte attendere: su Twitter in particolare — oltre all'hashtag #Soleimani che ha guadagnato da subito trazione — è esploso soprattutto l'hashtag #WWIII, ovvero World War III, terza guerra mondiale, sotto il quale si sono raccolti in poche ore quasi 1 milione e mezzo di tweet.

L'hashtag #WWIII e la paura di una grande guerra

Alla base degli interventi sotto l'hashtag #WWIII c'è il timore — più o meno reale da parte degli autori dei tweet — che le vicende di questa notte possano dare il via a una escalation di tensione capace di assumere connotati globali. I segnali del resto ci sono tutti: il governo di Teheran ha già classificato l'attacco come atto di terrorismo e annunciato vendetta mentre le piazze della capitale sono state invase di manifestanti; l'ambasciata USA ha ordinato ai cittadini americani di lasciare l'Iraq affinché restino al sicuro; il presidente russo Putin ha previsto un aggravarsi della situazione nell'intero Medio Oriente e in generale l'ONU e le cancellerie di tutto il mondo hanno espresso preoccupazione per il potenziale evolversi degli eventi, raccomandando moderazione alle parti in causa.

Non sorprende dunque che l'hashtag #WWIII — globale per definizione e per la lingua alla base dell'acronimo — sia diventato un contenitore per ogni sorta di intervento proveniente dai quattro angoli del pianeta: dalle analisi a tutto tondo alla fantapolitica, passando per chi ha deciso di allentare la tensione o esorcizzare lo spettro di un conflitto mondiale con battute e meme. Il problema è che, in una situazione del genere e con più di un milione di tweet raccolti sotto lo stesso ombrello, ogni reale sforzo di discussione costruttiva lascia il tempo che trova.

Gli altri argomenti di tendenza

Il resto delle tendenze di Twitter del resto rimane comunque disseminato di riferimenti ai fatti di queste ore: #Suleimani è rimasto senza sosta tra gli hashtag più discussi, ma anche Israele, Ministro degli Esteri (qui il riferimento è al nostro Di Maio), Medio Oriente, Siria e Donald (Trump, che ha dato l'ordine dell'attacco) stanno spopolando in Italia e sono direttamente riconducibili a quanto sta avvenendo. Tra le tendenze globali del resto le cose non vanno meglio: insieme a #WWIII, altre 3 delle 5 parole chiave più discusse nel mondo in questo momento sono la stessa identica locuzione in diversi idiomi, dall'inglese #WorldWarThree al portoghese #TerceiraGuerraMundial, passando per l'arabo #الحرب_العالميه_الثالثه.

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