In origine erano i Google Glass, poi sono diventate le lenti a contatto. Il futuro degli indossabili in grado di modificare (ed aumentare) la nostra vista è passato prima dagli occhiali – un'idea ancora forte e supportata da Facebook – e poi dalle lenti a contatto. Su quest'ultime si sono impegnate alcune tra le aziende tecnologiche più importanti come Samsung, Google e, più recentemente, Sony. È proprio l'azienda giapponese ad aver depositato un brevetto per un paio di lenti a contatto che, una volta indossate, sono in grado di registrare video.

Per avviare la registrazione, spiega il brevetto, basterà sbattere le palpebre. Il dispositivo non richiederà peraltro la presenza di uno smartphone o di un device esterno; le lenti a contatto saranno infatti in grado di immagazzinare i filmati e le fotografie all'interno di una minuscola memoria interna. Una funzionalità potenzialmente utile, ma anche in grado di mettere a rischio la privacy di chiunque proprio in virtù dell'eventuale possibilità di registrare video senza che gli altri se ne rendano conto.

Lo stesso problema che, peraltro, hanno dovuto affrontare i Google Glass, da subito accusati di mettere a rischio l'intimità di chiunque a causa dell'assenza di un indicatore che rendesse chiara la registrazione in atto. Anche Samsung e Google sono al lavoro su una soluzione simile in grado di registrare video, oltre che misurare i livelli di glucosio per aiutare chi soffre di diabete. Il problema, spiegano gli esperti, è che un dispositivo di questo tipo non consentirebbe a chi ci sta intorno di sapere se li stiamo riprendendo, portando ad importanti dubbi riguardanti la privacy di chiunque. Per il momento, però, queste tecnologie restano relegate ai brevetti: il loro rilascio non è previsto nel breve termine anche per le ovvie limitazioni hardware.