Tutti i videogiocatori da soggiorno più incalliti avranno provato almeno una volta, magari inconsciamente, l'istinto a sporgersi dal divano o dalla poltrona per avvicinarsi allo schermo durante una partita: avviene nei momenti più concitati e quasi senza accorgersene, come per immergersi maggiormente nell'azione riprodotta sullo schermo e derivarne un vantaggio competitivo sugli avversari o sulle fasi più delicate del gioco. Ora una serie di osservazioni pratiche suggerisce che questa abitudine quasi innata potrebbe essere effettivamente il segreto per migliorare le proprie prestazioni virtuali in giochi come FIFA 21; per la precisione, sporgersi verso lo schermo per 4 minuti e 41 secondi sarebbe la chiave per vincere ogni match con gli avversari.

La ricerca

A giugere a questa conclusione è stata la dottoressa Andrea Utley, professoressa in Motor Control and Development alla Leeds University, che ha osservato da vicino le attività di 10 soggetti dai 18 ai 35 anni definiti videogiocatori abituali di FIFA 21. Ai giocatori è stato chiesto di registrare le proprie partite online sia in merito a quel che avveniva sullo schermo, sia con una videocamera puntata su loro stessi — in modo da raffrontare le posizioni assunte nel corso delle partite con le prestazioni ottenute al termine dei match.

Il materiale è stato analizzato accuratamente confrontando i movimenti sul divano dei giocatori con ciò che avveniva sullo schermo, prendendo anche nota delle reazioni dei soggetti all'andamento delle partite. Innanzitutto, com'era immaginabile, eventi come reti subite o la perdita del possesso palla hanno contribuito a far scattare nei giocatori la molla che li spinge a sporgersi dalla seduta. In questa posizione è emerso però che effettivamente le prestazioni migliorano: i giocatori hanno segnato il doppio dei goal, ovvero 110 contro 52, e ne hanno subiti di meno.

Non bisogna esagerare

Avvicinare gli organi di senso, ovvero occhi e orecchie, all'apparato che produce gli stimoli visivi e uditivi sui quali si basa l'intero gioco è sicuramente utile: stando alla dottoressa Utley, ha un ruolo positivo nella concentrazione e nell'attenzione su quel che accade nel campo virtuale, perché contribuisce a schermare gli stimoli esterni che possono distrarre i giocatori. La contropartita è che, senza un supporto posturale dedicato alla zona lombare e ai muscoli del collo, ci si può sentire affaticati in breve tempo. La posizione insomma va assunta con parsimonia, e la soglia oltre la quale le prestazioni dei soggetti hanno iniziato a mostrare segni di peggioramento è stata fissata in media a 4 minuti e 41 secondi.

Nel corso di un match diventa difficile utilizzare questa informazione per trasformarla in una strategia: i momenti in cui sporgersi sono difficili da programmare proprio perché spesso corrispondono alla necessità di recuperare uno svantaggio subito o di reagire a un attacco programmato dall'avversario. In generale però l'idea che emerge dallo studio è che sì, sporgersi sulla sedia per dare il massimo nei momenti più concitati di una partita può avere un effetto positivo; in generale però una postura corretta è fondamentale per mantenere alte le prestazioni sulla lunga distanza (anche dopo aver spento la console).