12 Gennaio 2015
12:18

Spotify, smartphone e tablet superano i PC: il 52% degli utenti ascolta musica da mobile

Secondo Spotify, attualmente il 42% degli utenti utilizza il servizio dal proprio smartphone, il 10% dal tablet, il 45% da computer e il 3% dal riproduttore musicale presente sul sito. Le soluzioni mobile sorpassano quindi quelle desktop, restituendo la musica al posto a cui appartiene: le nostre tasche.
A cura di Marco Paretti

Il dominio di Spotify si sposta sempre più sui dispositivi mobile. Meno PC, quindi, e più smartphone e tablet. La musica torna nelle nostre tasche con l'infinito catalogo musicale proposto dai servizi di streaming, un successo che negli ultimi anni ha raggiunto anche l'Italia e che non accenna a diminuire nonostante alcune polemiche.
Secondo lo stesso Spotify, attualmente il 42% degli utenti utilizza il servizio dal proprio smartphone, il 10% dal tablet, il 45% da computer e il 3% dal riproduttore musicale presente sul sito. Un sorpasso in larga parte dovuto all'introduzione della possibilità di ascoltare gratuitamente – ma in modalità casuale – le proprie playlist anche su smartphone e tablet, senza necessariamente dover acquistare un abbonamento premium da 9,99€ al mese.

Non che i numeri siano bassi; Spotify ha più volte ripetuto di avere una base di 50 milioni di utenti attivi ogni mese, 12 milioni dei quali iscritti al servizio premium e quindi paganti. Un dato che, però, deve essere contestualizzato, pena il cadere nell'errore di valutare il successo di un servizio basandosi sulle sue mere dimensioni.
L'elemento più importante è l'engagement e Spotify sembra aver fatto centro anche sotto questo aspetto. Secondo l'azienda gli utenti che utilizzano tutte le piattaforme ascoltano in media 150 minuti di musica ogni giorno, un dato che va a braccetto con l'impennata del settore dello streaming, cresciuto del 54% nel 2014.

Il 55% degli utenti ha deciso di collegare il proprio account Facebook a quello di Spotify, una mossa estremamente importante per il servizio, che in questo modo può creare un grafico delle preferenze musicali più preciso ed efficace.
Costanti aggiornamenti dell'applicazione, partnership con aziende e operatori e un sistema di API piuttosto aperto completano il quadro, una serie di mosse che puntano a prepararsi al meglio all'arrivo della corazzata Apple. L'azienda di Cupertino, il cui servizio di streaming musicale dovrebbe arrivare a breve, potrebbe creare non pochi problemi a Spotify, soprattutto a causa dell'estrema diffusione dei suoi device e al possibile prezzo ridotto.

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