Presto le strade italiane potrebbero essere invase da una nuova tipologia di zebre stradali: una categoria di segnaletica orizzontale pensata non solo per avvisare gli automobilisti della necessità di rallentare in prossimità di un ostacolo, ma anche per raccogliere le energia dalle auto in frenata e trasformare quest'ultima in corrente elettrica. L'idea è di una startup tricolore di nome Underground Power, che vuole tappezzare le strade con un prodotto certificato recentemente dal Ministero dei Trasporti e chiamato Lybra: un particolare dispositivo di striscia segnaletica che sporge leggermente dall'asfalto frenando le auto di passaggio, e che al contempo immagazzina l'energia cinetica di queste ultime grazie a una pedana sottostante. Il potenziale non è da trascurare: su un tratto stradale che ospita ogni giorno il traffico di 10.000 veicoli può generare fino a 100.000 kWh ogni anno.

L'ideale sarebbe dunque installare i dispositivi nei luoghi ad alto traffico e nei quali le auto sono obbligate a rallentare. Si parla di strisce pedonali, ma anche di parcheggi di centri commerciali (i primi test effettuati dal gruppo si sono svolti proprio in questo contesto), di semplici incroci e di rotatorie. Soprattutto però nel mirino dell'azienda ci sono i caselli autostradali – luoghi ad alta affluenza dove le auto devono rallentare da una velocità di crociera che supera i 100 chilometri orari per arrivare a uno stop completo in poche centinaia di metri. Non per niente tra i primi obiettivi di Underground Power c'è il casello autostradale di Cordignano, sulla A28, dove saranno installate le prime unità vendute ad Autovie Venete. Lo svincolo, precisa la società, è attraversato giornalmente da circa 5.600 veicoli, dai quali le strisce potranno estrarre fino a 15.767 kWh all’anno, che equivalgono al fabbisogno di circa cinque nuclei famigliari da quattro persone.