Su TikTok la competizione per ottenere l'attenzione e l'apprezzamento degli altri utenti è serrata – tra esperti di ballo e di lip sync, prestigiatori, comici, celebrità e influencer provenienti da altri social pronti a portare il loro unico mix di peculiarità sulla piattaforma di condivisione video lanciata solo nel 2018. Per questo motivo in molti finiscono con il romanzare il contenuto dei propri video allo scopo di renderli più interessanti, ma in alcuni casi queste finzioni possono risultare di cattivo gusto o addirittura pericolose. È successo recentemente in Canada, dove uno studente locale ha finto di aver contratto una polmonite causata dal nuovo coronavirus solamente per far guadagnare più visualizzazioni possibili al video di un suo amico, utente su TikTok.

A raccontare la vicenda è stato il The Daily Beast, non prima però che la clip fosse stata vista già più di 4 milioni di volte, apprezzata da 817.000 persone e commentata 5.100 volte: un video virale a tutti gli effetti, spinto dal timore di un virus che con questa storia non ha realmente a che fare. Nel video veniva mostrato il ragazzo tossire, accompagnato da un articolo online che, insieme alla notizia del primo caso confermato di coronavirus in Canada. riportava la fotografia del giovane inquadrato fino a poco tempo prima. In realtà l'articolo che compare nel video è il frutto di un fotomontaggio: in Canada si è effettivamente verificato un contagio ma non riguarda la persona ritratta nel TikTok, il cui volto è stato apposto digitalmente sull'originale. Gli spettatori però sembrano non essersi posti il dubbio, complice forse la psicosi scatenata dalla vicenda in tutto il mondo.

Del resto su TikTok, come su altre piattaforme di condivisione social, molti dei contenuti che sembrano spontanei sono in realtà sceneggiati. La differenza tra ciò che è successo in Canada e una clip comica o un gioco di prestigio però non è da sottovalutare: simulare un caso di coronavirus può provocare un panico ingiustificato e conseguenze imprevedibili tra gli spettatori, motivo per cui i gestori del social l'hanno rimosso appena è stato loro segnalato, in quanto "tentativo esplicito di ingannare il pubblico".