Forse non tutti sanno cosa significa esteticamente avere un tumore alla pelle, ma ora la consapevolezza degli utenti può essere aiutata: sull'App Store è già possibile scaricare Surface-UV, disponibile anche per dispositivi Android. Questa applicazione funziona in maniera molto semplice e intuitiva, simulando gli effetti dell’esposizione solare prolungata, fino ad un periodo di 25 anni.

Una app nata in ambito scientifico

L’applicazione non è un semplice giochino di pessimo gusto, è stata presentata in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Dermatology. Non tutti sono predisposti a sviluppare dei tumori alla pelle alle medesime condizioni e magari si ritroveranno semplicemente coi ricordi delle scottature passate, ma sta di fatto che nel 90 percento di queste situazioni patologiche la spiegazione più probabile è proprio l’esposizione ai raggi UV, gli ultravioletti, su cui circola ancora tanta disinformazione, assieme ad altrettanti falsi miti da spiaggia. Tra le persone più a rischio anziani e pazienti che sono stati colpti da HIV.

A cosa serve questa applicazione?

É stato effettuato uno studio clinico randomizzato il quale ha mostrato che vedere fotografie di pazienti danneggiati dai raggi UV faceva assumere poi un comportamento più prudente, prestando attenzione alle protezioni solari raccomandate specialmente durante il periodo estivo. Ecco quindi che vedere noi stessi come potremmo ridurci potrebbe rivelarsi di grande aiuto, oltre a promuovere il lavoro dei ricercatori impegnati in questo campo. Tra il 9 ed il 15 ottobre scorso è stato fatto trovare un tablet con la versione iniziale dell'app Sunface nel tavolino di una sala d'attesa, collegandolo ad un grande monitor appeso sulla parete opposta. Possiamo quindi immaginare lo spettacolo, che ha coinvolto almeno 119 persone, le quali poi hanno accettato di compilare un questionario. Oltre l'82 percento ha dichiarato di sentirsi motivata ​​ad aumentare le precauzioni contro i pericoli dell’eccessiva esposizione solare.

Quando la prevenzione può diventare virale

Abbiamo testato l’applicazione verificandone l’intuitività delle funzioni, per altro molto semplici. Prima di scattare il selfie compare uno schema facciale che ci indica come posizionarci in maniera ottimale, dopo lo scatto è possibile anche inviare l’immagine nei social, cosa che dovrebbe facilitarne la viralità.