19 Gennaio 2017
10:38

Telefonia, con l’addio alle tariffe mensili si paga un mese in più: rincari dell’8,6%

Come la 13esima, ma al contrario. L’addio alle tariffe mensili annunciato quasi due anni fa dagli operatori continua a preoccupare l’Agcom, che sottolinea la scarsa trasparenza del cambio.
A cura di Marco Paretti

Come la 13esima, ma al contrario. L'addio alle tariffe mensili annunciato quasi due anni fa dagli operatori continua a preoccupare l'Agcom, l'Autorità garante delle comunicazioni, che sottolinea l'avvento di costi maggiorati e poco trasparenti nei confronti dei consumatori. La modifica nella tariffazione non è una novità: gli operatori hanno cominciato ad applicarla nel 2015, passando da una tariffazione mensile ad una ogni quattro settimane. Una scelta che, sul totale dell'anno, porta di fatto una 13esima mensilità nelle tasche degli operatori telefonici.

Secondo l'Agcom i prezzi sarebbero già aumentati dell'8,6 percento su base annua proprio a causa del fatto che la tariffazione ogni quattro settimane, a differenza di quella mensile, viene effettuata 13 volte l'anno. Una manovra che ha portato al primo aumento dei ricavi degli operatori dopo cinque anni di tracollo e che ha contribuito al termine della guerra dei prezzi. Nel 2016 i ricavi per utente si sono assestati sui 14 euro al mese, contro i 12 euro del 2014. In aumento, quindi, ma ancora ben al di sotto della media europea, fissata in media sui 20 euro. Attualmente gli operatori coinvolti dal cambio tariffario sono Tim, Vodafone e Wind, mentre 3 Italia, Fastweb e Poste Mobile restano a fatturazione mensile.

A mettere in allerta l'Agcom non sarebbero però i rincari dovuti alla "13esima", ma il fatto che questi costi siano nascosti agli occhi dei consumatori. Secondo l'Autorità, il cambio di fatturazione "comprime la libertà di scelta degli utenti" e "vanifica, anche considerate le tempistiche ed il contesto di mercato, la ratio sottesa all'esercizio del diritto di recesso nel caso di mancata accettazione di modifiche contrattuali". L'Agcom ha annunciato di voler prendere provvedimenti il prossimo aprile, dopo essersi confrontata con gli operatori. Secondo l'Autorità "si rende necessario fissare su base mensile la cadenza di fatturazione nella telefonia fissa" e "ritiene opportuno un intervento che garantisca una facile comparazione delle offerte e escluda la possibilità che ulteriori variazioni del periododi rinnovo delle offerte commerciali nascondano, in realtà, aumenti del prezzo dei servizi interessati" per quanto riguarda la telefonia mobile.

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