video suggerito
video suggerito

TikTok censura ancora il movimento Black Lives Matter, il social: “È stato un errore”

L’autore della denuncia è il ventitreenne Ziggi Tyler, che pochi giorni fa ha deciso di aggiornare la sua biografia per rendersi più riconoscibile all’interno della piattaforma Creator Marketplace – che permette alle aziende di entrare in contatto con gli influencer più seguiti sul portale. Il social si è già scusato per l’errore.
A cura di Lorenzo Longhitano
9 CONDIVISIONI
smartphone bytedance

Ormai è impossibile ignorare che all'interno degli algoritmi che governano il funzionamento di TikTok esistano impostazioni che remano sistematicamente contro la libertà di espressione della comunità nera. L'ultimo episodio di una lunga serie lo ha documentato un utente, che si è trovato censurato nel tentativo di ospitare sul suo profilo espressioni come "sono nero" e hashtag legati al movimento Black Lives Matter. I tiktok in cui documenta quanto avvenuto sono diventati virali e i gestori della piattaforma si sono già scusati per l'accaduto, ma l'episodio non può non aprire una riflessione più ampia sul trattamento riservato dall'app nei confronti delle comunità oppresse.

Le espressioni censurate

L'autore della denuncia è il ventitreenne Ziggi Tyler, che pochi giorni fa ha deciso di aggiornare la sua biografia per rendersi più riconoscibile all'interno della piattaforma Creator Marketplace – ovvero la sezione di TikTok che permette alle aziende di entrare in contatto con gli influencer più seguiti sul portale. Il ragazzo ha pensato che qualificandosi come nero e come sostenitore attivo del movimento Black Lives Matter avrebbe potuto entrare in contatto con aziende interessate a dare voce alle comunità oppresse; l'inserimento delle relative parole chiave nella biografia presente sul portale ha però provocato un errore.

 

Il contenuto è stato infatti classificato come inapprorpiato dagli algoritmi di TikTok, e ostinarsi nel mantenerlo nella biografia impediva a Tyler di aggiornarla; il ragazzo ha poi provato a utilizzare altre espressioni come "sostengo la supremazia bianca", che non hanno fatto scattare alcun errore e sono così finiti tranquillamente nella descrizione del tiktoker – dando alle aziende la possibilità di contattarlo per le posizioni razziste espresse sul sito. Tutto è stato documentato in video che hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni e provocato la risposta dei gestori dell'app.

La risposta di TikTok

Per la piattaforma il fenomeno è riconducibile a un errore nel riconoscimento del testo inserito nella biografia di Tyler: la parola "audience", ovvero "pubblico", contiene al suo interno la parola "die" ovvero "morire", e insieme alle parole che riconducono ai neri e alle loro comunità è stata catalogata come incitamento all'odio razziale. La locuzione "supremazia bianca" è stata invece ammessa perché si sarebbe potuta usare insieme ad espressioni come "contrastare", che però nella biografia non compaiono.

Che la spiegazione sia convincente oppure no lo stanno decidento gli utenti del social; quel che è innegabile è che non è la prima volta che i sistemi di monitoraggio automatizzati che vigilano sui contenuti di TikTok puniscono la comunità nera che tenta di far sentire la propria voce. Era già successo l'anno scorso proprio con gli hashtag #blacklivesmatter e #blm, e la piattaforma parlò anche in quel caso di errore tecnico.

9 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views