Dalla fine dell'anno scorso una delle presenze fisse all'interno di TikTok è diventato il sintetizzatore vocale che scandisce le didascalie apposte dai tiktoker ai loro video. Chiunque abbia usato l'app, soprattutto negli ultimi mesi, non può non aver sentito almeno una volta il suo tono femminile e monocorde affermare qualunque cosa passasse per la testa agli autori dei tiktok. A partire da questi giorni però la voce di questa funzionalità è cambiata, e il motivo potrebbe essere una denuncia da parte della proprietaria originale nei confronti dei gestori dell'app.

La denuncia dell'attrice

La storia l'ha raccontata il Telegraph raccogliendo la testimonianza di Bev Standing, un'attrice che ha dichiarato di essere la voce originale dell'annunciatrice automatica delle didascalie di TikTok. Le funzionalità di lettura del testo presenti in app e assistenti vocali sintetizzano il suono della voce partendo da scampoli registrati e rielaborati, e Standing ha affermato di aver partecipato anni fa a sessioni di registrazione per qualcosa di simile. Stando alla sua testimonianaza, la prestazione era stata fornita per un'azienda chiamata britannica chiamata Institute of Acoustics e a trarne beneficio sarebbe dovuta essere un'azienda cinese che però non era stata menzionata nel contratto.

Quello a cui Standings non aveva acconsentito era la cessione della sua voce ad altri soggetti per ulteriori riutilizzi, cosa che invece sembra essere avvenuta nel caso di TikTok. La donna è venuta a conoscenza del fatto soltanto a fine 2020, quando ha sentito il proprio timbro vocale riprodotto all'interno dell'app di condivisione video per leggere le didascalie apposte alle clip dagli utenti. L'accusa formulata nei confronti di TikTok ora è di averle causato danni irreparabili: da una parte infatti gli sviluppatori di TikTok hanno implementato la lettura delle didascalie come funzione per l'accessibilità dell'app a chi ha problemi di vista e parlato; d'altro canto i tiktoker utilizzano spesso la funzione in modo goliardico, facendole dire assurdità quando non utilizzare "un linguaggio volgare e offensivo".

L'app ha una nuova voce

Dal canto suo Standing lavora letteralmente con la sua voce per radio, pubblicità e opere audiovisive; se davvero il suo timbro vocale fosse quello trapiantato all'interno di TikTok, quest'ultimo non potrebbe che finire svalutato dal suo sovrautilizzo. I gestori non hanno commentato la vicenda, ma nel frattempo nell'app ha debuttato un nuovo motore di sintesi: la novità potrebbe essere un upgrade tecnico (la nuova voce è più espressiva e ricca di sfumature), ma anche una prima risposta all'azione legale subita.