Gli utenti di TikTok negli Stati Uniti potranno continuare a scaricare e utilizzare l'app tranquillamente almeno fino al 12 novembre: lo ha confermato una sentenza di una corte d'appello negli Stati Uniti, nella quale è stata accolta nuovamente la richiesta da parte dello sviluppatore ByteDance di congelare lo stop dell'app che il governo statunitense vuole imporle da quella data.

L'ultimatum di Trump

La situazione di TikTok negli USA nelle ultime settimane è sempre rimasta in bilico. Già ad agosto il governo statunitense aveva imposto a ByteDance di mettere tutte le attività statunitensi dell'app nelle mani di un'azienda locale, con lo scopo di mantenere al sicuro i dati degli utenti dal rischio che possano finire nelle mani del governo cinese. L'azienda si è mossa immediatamente su due fronti: da una parte si è rivolta al sistema giudiziario USA per tentare di appellarsi all'ultimatum; dall'altra sta ancora lavorando su un accordo con il colosso dell'informatica Oracle per la creazione di una società statunitense che gestisca l'infrastruttura di TikTok in territorio statunitense insieme ai dati dei cittadini residenti.

Lo stallo di settembre

Nel mese di settembre sono circolate versioni discordanti dell'accordo in via di perfezionamento, il tutto mentre l'amministrazione Trump minacciava di far sospendere i download dell'app sul Play Store di Google e l'App Store di Apple. Al termine del mese scorso un prima sentenza da parte della giustizia USA ha infine stabilito la legittimità dell'ingiunzione preliminare chiesta da ByteDance, congelando fino al 12 novembre eventuali stop ai download imposti a TikTok.

La situazione attuale

La decisione della corte d'appello di queste ore arriva dopo un nuovo documento depositato da ByteDance, nel quale lo sviluppatore lamenta come il governo statunitense stia accusando TikTok di spiare i dati degli americani senza aver mai fornito alcuna prova del fatto che l'app o il codice sorgente siano "stati compromessi, condivisi o utilizzati per scopi illeciti", che "il governo cinese abbia ottenuto l'accesso ai dati di alcun utente dell'app, men che meno negli Stati Uniti", o che "l'algoritmo dell'app agisca influenzato da interessi politici cinesi o di qualunque altro tipo".

Con l'evoluzione di queste ultime ore è stato fissato un calendario per ascoltare in udienza le parti in causa: le ragioni del governo statunitense saranno ascoltate il 4 novembre, dopodiché il giudice deciderà se l'amministrazione Trump potrà o meno bloccare l'app dal 12 novembre — potenzialmente costringendo gli sviluppatori all'accordo commerciale con il partner Oracle — oppure no.