In queste ore il destino della piattaforma di condivisione video TikTok è più incerto che mai: da una parte indiscrezioni che risalgono a poche ore fa davano le operazioni statunitensi del gruppo già ufficiosamente nelle mani del colosso dell'informatica Oracle; d'altro canto altre fonti sembrano invece avanzare l'ipotesi che il gruppo non intenda ancora vendere a nessuna delle parti in causa.

TikTok si trova da settimane in una situazione scomoda: l'amministrazione Trump ha imposto agli sviluppatori di liberarsi della porzione statunitense dell'app per venderla a un'azienda locale che ne mantenga al sicuro i dati; da allora il gruppo ha iniziato a cercare un acquirente concentrandosi inizialmente su un'alleanza tra Microsoft e Walmart e su Oracle. Nelle ultime ore è arrivata l'accelerazione: secondo voci di corridoio riportate da Cnn e Wall Street Journal il gruppo avrebbe escluso la casa di Redmond dalla corsa all'acquisto, lasciando Oracle come unico contendente in campo.

Nella giornata di domenica Microsoft ha confermato quanto riportato, affermando che la proposta fatta a ByteDance "sarebbe stata vantaggiosa per gli utenti di TikTok pur proteggendo gli interessi nazionali", anche se la natura dell'accordo che sarebbe stato stretto tra ByteDance e Oracle non è stata esplicitata del tutto. Mentre però gli osservatori esterni erano ancora intenti a lanciarsi nelle loro ipotesi, una seconda notizia non ufficiale ha cambiato nuovamente lo scenario: secondo l'emittente cinese Cgtn, lo sviluppatore di TikTok non sembra infatti intenzionato a vendere la piattaforma neppure a Oracle. La testata ha citato fonti interne a ByteDance, che però non hanno confermato l'indiscrezione.

Non è chiaro cosa possa aver generato un corto circuito simile in un'operazione che, stando alle condizioni dell'amministrazione Trump, avrebbe dovuto concludersi entro domani, 15 settembre. A mettere all'ultimo momento il freno alla cessione di TikTok a Oracle potrebbe essere stata l'approvazione in Cina di nuove norme sull'esportazione di prodotti tecnologici, secondo le quali la vendita all'estero di sistemi ad alto contenuto tecnologico come gli algoritmi di intelligenza artificiale ampiamente utilizzati all'interno di TikTok venga sottoposta all'autorizzazione del governo cinese.