tiktok

TikTok sta crescendo con rapidità in tutto il mondo, ma l'origine cinese del social preoccupa da tempo Paesi come gli USA, che hanno accusato a più riprese l'app di rappresentare una minaccia per la sicurezza dei dati dei suoi utenti. Da questo punto di vista, l'ultima novità avvistata all'interno della piattaforma è destinata ad acuire le preoccupazioni dei più sensibili al tema della privacy: i nuovi termini di utilizzo del servizio per gli Stati Uniti prevedono infatti che l'app possa immagazzinare dati sensibili sui volti e i timbri vocali degli utenti.

L'app saprà chi c'è nei video

Le modifiche sono state intercettate dalle testate locali alle quali però per il momento TikTok non ha fornito commenti sul tema. Nei termini che gli utenti devono accettare per poter continuare a utilizzare la piattaforma è apparso un passaggio che anticipa come l'app possa raccogliere informazioni e identificatori biometrici, come ad esempio impronte facciali e vocali, a partire dai video che sono stati caricati online. Gli elementi in questione non sono le semplici immagini del volto o le registrazioni audio della voce, ma rappresentazioni matematiche estratte dai video che consentono teoricamente all'app di distinguere una persona da un'altra. Nella nuova informativa non viene spiegato a cosa servano questi dati; utilizzandoli però i gestori potrebbero sapere chi appare in un video anche quando non ne è l'autore, e ricostruire così reti sociali che possono essere utili a scopi pubblicitari.

Il tutto avviene in un periodo di tensione tra TikTok e gli Stati Uniti. Il blocco dell'app minacciato da Trump per il momento non è una minaccia, ma formalmente la procedura è ancora in sospeso; l'accusa formulata nei confronti di TikTok (e sempre respinta dai gestori) resta quella di subordinazione all'apparato governativo cinese, con tutti i rischi per i dati personali degli utenti che ne conseguirebbero.

La situazione in Italia

In Italia e nel resto d'Europa l'informativa non è stata modificata, ma non è chiaro se le cose rimarranno effettivamente in questo modo. Da una parte infatti la legge comunitaria sulla privacy tutela i cittadini da tutte le aziende che tentano di raccogliere i loro dati biometrici per identificarli in modo univoco; d'altro canto la stessa normativa offre la possibilità di raccolta di questi dati dietro esplicita autorizzazione o per finalità specifiche.