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Sono passati più di tre anni da quando l'app di incontri Tinder ha annunciato il rilascio di una funzionalità che ha permesso ai suoi utenti di definirsi attraverso un genere sessuale personalizzato al di là di maschio e femmina. La mossa è giunta — dopo numerose proteste della comunità LGBTQ — per tentare di rendere più inclusiva la piattaforma, ma ancora oggi capita che a utenti della comunità transgender venga improvvisamente e ingiustamente impedito l'accesso.

A raccontarlo è il The Independent che ha raccolto la testimonianza di Stevie Love, un utente di Tinder che si identifica come non binario — biologicamente maschio alla nascita, ma abituato a indossare occasionalmente abiti femminili — e che è di recente stato bandito dalla piattaforma per violazione dei termini d'uso. Love ha provato a contattare la società in sei diverse occasioni per ricevere una spiegazione su quanto accaduto al suo profilo, ma non è riuscito a parlare con nessuno della società.

La spiegazione più plausibile è che qualcuno abbia segnalato il suo account sulla piattaforma per violazione delle regole e che qualcosa sia poi andato eccezionalmente storto nel processo decisionale che doveva portare i revisori a bloccare effettivamente il profilo. Anche perché Love di regole non ne ha violate: il suo genere di appartenenza l'ha esplicitato correttamente dove richiesto, arrivando a specificarlo perfino nella bio, dove nessuno è tenuto ribadirlo. Dopo essere stata contattata dal The Independent, l'azienda ha finalmente trovato il modo di far contattare Love dal suo servizio di assistenza clienti, ma quello di Love è solo l'ultimo caso emerso di persone transgender e transessuali segnalate in massa da sconosciuti e poi bandite dagli operatori di Tinder.

The Independent ha citato altri due casi molto simili che sottolineano un problema insito nella piattaforma: quello delle segnalazioni discriminatorie. Le sole segnalazioni degli utenti infatti non possono bastare a giustificare l'esclusione di altri membri dalla piattaforma, soprattutto in casi in cui intolleranza e bigottismo portano centinaia di utenti a portare l'attenzione dei revisori su un profilo semplicemente perché non gradiscono ciò che vedono o ciò che il profilo rappresenta. Già nel 2017 Tinder aveva dichiarato di avere l'obbligo di prendere sul serio ogni tipo di segnalazione da parte degli utenti, ma mantenere una linea di comunicazione aperta con i proprietari dei profili bloccati potrebbe per lo meno impedire che eventuali errori commessi in buona fede si trasformino in ingiustizie a tempo indeterminato.