Uno dei temi più dibattuti in quest'ultimo periodo, è sicuramente quello relativo alla vicenda che ha portato ad una sanzione di 2 milioni di euro a Tim, Vodafone e Wind Tre. Una multa dovuta alle repentine e continue variazioni contrattuali che, spesso, avvengono senza informare gli utenti. Ma quello dei costi occulti delle compagnie telefoniche, fisse o mobili, è un argomento ben più complesso e le metodologie con le quali i gestori di telefonia tentano di prosciugare il credito degli utenti sono molteplici, alcune delle quali a dir poco diaboliche.

Perché sì, è pur vero che in questo momento di estrema concorrenza sempre più gestori offrono abbonamenti o promozioni a prezzi decisamente competitivi, ma è altrettanto vero che dopo un po', la tariffa scelta potrebbe essere rimodulata e che, già al momento dell'attivazione, gli utenti potrebbero trovare attivi dei servizi a pagamento non richiesti.

costi occulti operatori codacons telefonia

Per fare chiarezza su tutti i costi occulti dei gestori telefonici abbiamo chiesto il parere di Stefano Zerbi, portavoce del Codacons, con il il quale abbiamo discusso approfonditamente sull'argomento.

"Quando si stipula un contratto telefonico, gli operatori tendono a sottolineare i vantaggi delle offerte ma omettono di dirci quali sono i vari costi inseriti nel piano tariffario, e quanto realmente pagheremo una volta terminata la promozione" – ci ha spiegato Zerbi – "Senza contare che quando si va in un punto vendita, il venditore tenderà a farci aderire alla promozione che l'azienda gli ha suggerito di pubblicizzare, e non è detto sia quella più adatta alle nostre esigenze. Il consiglio è quello di confrontare le condizioni praticate dai vari gestori, leggendo attentamente le condizioni contrattuali e chiedere da subito la disattivazione di servizi a pagamento non richiesti, che possono influire in modo non indifferente sulle spese telefoniche".

Ma in che modo i gestori telefonici vi tolgono soldi senza che ve ne accorgiate? Assieme al Codacons siamo giunti ad un elenco di ben 12 modalità, alcune più conosciute, altre un po' meno.

Aumento tariffe allo scadere del periodo promozionale

Quella dell'aumento delle tariffe allo scadere del periodo promozionale è una tecnica piuttosto diffusa sia nella telefonia mobile che nella telefonia fissa, dove trova però il suo apice. Si tratta di una strategia di marketing con la quale i gestori telefonici tendono ad attrarre l'attenzione dei potenziali clienti, pubblicizzando abbonamenti a prezzi estremamente ridotti.

Peccato però, che al termine del periodo promozionale (periodo che generalmente dura un anno), i nuovi abbonati potrebbero trovarsi a dover pagare cifre pari quasi al doppio di quelle pagate in promozione, oppure essere vittima delle cosiddette "rimodulazioni": un'ulteriore pratica con la quale i gestori, facendo esercizio dello jus variandi (per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, "non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi”) aumentano il costo mensile di abbonamenti o ricaricabili relativi alla telefonia mobile.

Costi per disdetta anticipata

La cosa bella (e diabolica) e che se dopo un anno passato sfruttando la tariffa promozionale potrebbero arrivare bollette molto più onerose, molto spesso ci si potrebbe anche trovare "in gabbia", proprio per i costi relativi alla disdetta anticipata.

La maggior parte degli operatori richiedono il pagamento di una penale in caso di recesso anticipato del contratto: la spesa varia in base all'operatore e al contratto, ma il nostro consiglio è quello di contattare il proprio gestore telefonico prima di pensare di fare una portabilità.

Costi di attivazione SIM

Altrettanto diabolica è l'idea che costringe gli utenti di tutti gli operatori di telefonia mobile che intendono attivare una SIM in uno dei punti vendita a pagare, oltre al costo della scheda, un'ulteriore cifra una tantum per la sua attivazione. Si parla di 3 a 5 euro indebitamente richiesti, visto che la stessa operazione se effettuata online risulta totalmente gratuita.

Costi di assistenza tecnica specializzata

Alcuni gestori, soprattutto di telefonia fissa, obbligano gli utenti che sottoscrivono un abbonamento a pagare una quota mensile fissa (pari a circa 5 euro) relativa ad un'ipotetica assistenza tecnica specializzata.

Ad aprire le danze di questa pratica è stata TIM con TIM Expert, un servizio di assistenza tecnica molto più ricco e completo, ma che non sempre potrebbe risultare davvero utile e richiesto da tutte le persone.

Costi servizi internet TV e app

Così come l'aumento delle tariffe al termine del periodo promozionale, molti utenti potrebbero trovarsi a dover pagare alcuni servizi di internet TV o applicazioni che, per tutto il periodo promozionale, sono stati gratuiti.

Fortunatamente però, nella stragrande maggioranza dei casi questi servizi a pagamento non sono vincolanti e gli utenti hanno la facoltà di disdirli in qualsiasi momento: per farlo basta contattare il servizio clienti del proprio gestore.

Il trucchetto del ChiamaOra, Ti ho cercato, Chiamami

Forse ancora in pochi ne sono a conoscenza, ma da qualche anno i servizi ChiamaOra, Ti ho cercato e Chiamami sono diventati a pagamento. La possibilità di ricevere una notifica delle chiamate perse non è più gratuita e il prezzo varia a seconda del gestore:

  • Tim: 1,90 al bimestre;
  • Vodafone: 0,12 euro al giorno, in caso di utilizzo;
  • Wind: 0,19 a settimana;
  • Tre: 1,50 al mese.

Il trucco sta nel fatto che i gestori attivano questi servizi automaticamente nelle nuove SIM e senza chiedere il consenso ai nuovi clienti.

Anche la segreteria telefonica si paga a parte

E così come i servizi di notifica delle chiamate perse, anche la segreteria telefonica non è gratuita, anzi ha un costo ben preciso, che varia da gestore a gestore:

  • Per i clienti TIM il costo della segreteria telefonica varia in base al piano tariffario sottoscritto;
  • Vodafone chiede ai suoi clienti 1,50 euro al giorno (solo in caso di utilizzo) sia per chiamare la segreteria che per ascoltare i messaggi o modificarne le preferenze;
  • Wind Tre invece, chiede ai propri clienti 20 centesimi per ogni chiamata alla segreteria telefonica.

Il tethering potrebbe non essere gratuito

Alcune aziende di telefonia mobile, come Vodafone che è stata anche diffidata dall'Agcom per questo motivo, per anni non hanno informato a dovere i propri utenti circa la condivisione della connessione con un computer tramite la modalità Thethering. Fortunatamente però, si tratta di un costo occulto ormai non più molto diffuso, ma il nostro consiglio è quello di informarsi sempre degli eventuali costi relativi all'utilizzo dello smartphone come modem, prima di sottoscrivere il contratto di abbonamento o l'acquisto di una SIM ricaricabile.

I costi di navigazione extra-soglia

Considerati gli attuali prezzi delle promozioni che, in alcuni casi, per meno di 8 euro mensili mettono a disposizione 50 GB di traffico internet, venire a conoscenza dei costi relativi alla navigazione web superato il traffico dati incluso nel proprio abbonamento potrebbe far rimanere a bocca aperta in molti. Una pratica decisamente diffusa per tutti gli operatori che, invece di bloccare o rallentare la navigazione, al superamento del bundle applicano automaticamente una tariffa a consumo con costi esorbitanti. E lo fanno senza preavviso.

Per questo, l'Agcom lo scorso marzo 2019 ha emesso un'ordinanza di ingiunzione nei confronti di Wind Tre per la violazione dell’articolo 2 della delibera 326/20/CONS in materia di trasparenza e controllo del traffico dati extrasoglia.

Controllo del credito residuo a pagamento

L'unico modo per essere certi di non eccedere dal traffico dati incluso nel proprio abbonamento, è quello di controllare il credito residuo e le soglie. Un'operazione molto semplice da eseguire tramite applicazione ma che però, qualora la si facesse tramite il tipico numero di telefono, potrebbe essere a pagamento.

Insomma, bisogna pagare per sapere quanto si è già pagato. Ai clienti Vodafone ad esempio, ogni chiamata al 414 costa 0,40 centesimi. Una vera beffa, soprattutto considerando che è un costo che non prevede nessun altro operatore.

Piani tariffari base

Sono un altro particolare da tenere sempre sotto controllo ed è meglio non illudersi: hanno un prezzo. In alcuni casi per Tim, Vodafone e Wind Tre costano 50 centesimi a settimana. Ma non finisce qui, può capitare che TIM attivi l'opzione automatica "Tim Base" gratis solo per 30 giorni, per disattivarla il costo è di 3 euro.

Antivirus a pagamento

Attenzione anche a questa tipologia di servizio, il cui costo può variare tra operatore a operatore: Vodafone, per esempio, lo attiva automaticamente su ogni nuova SIM per i primi tre rinnovi. Successivamente costa 1 euro ogni quattro settimane.

La disattivazione dei servizi non richiesti può essere a pagamento

Ed è questa la pratica che merita di vincere il titolo di "idea più diabolica". Perché sì, potrebbe sembrare un assurdo, ma alcuni gestori telefonici potrebbero richiedere il pagamento per la disattivazione dei servizi (a pagamento) non richiesti dagli utenti in fase di sottoscrizione del contratto.

È possibile chiedere un rimborso o proteggersi da questi costi occulti?

Lo abbiamo chiesto a Stefano Zerbi, che ha giustamente sottolineato: "Se i costi sono stati accettati nel momento della firma del contratto, non è possibile chiedere alcun rimborso".

L'unico consiglio utile per evitare di essere vittime inconsapevoli di tutti questi addebiti occulti, è quello di leggere attentamente tutte le condizioni contrattuali. "Nel caso in cui si fosse vittima di eventuali tariffe nascoste, la cosa migliore potrebbe essere inviare una segnalazione al Codacons e all'Autorità per le comunicazioni", ha concluso il portavoce del Codacons.