Nelle scorse ore la pagina Facebook allestita dall'INPS per dare risposte alle famiglie italiane su Reddito di Cittadinanza e altre questioni sensibili ha distribuito insulti a più non posso proprio nei confronti delle persone che avrebbe dovuto aiutare. Come hanno fatto notare in breve tempo alcuni spettatori della vicenda online, da ieri sera il social media manager incaricato di assistire le persone nelle loro richieste ha reagito in malo modo ad alcune delle meno informate e più insistenti, scatenando un vero e proprio caso mediatico che si è tecnicamente già chiuso ma che non mancherà di far discutere anche nei prossimi giorni.

Da una parte infatti sono bastate poche ore all'INPS per riconoscere l'errore, rimuovere il social media manager dalla sua postazione e chiedere scusa sia agli utenti coinvolti che alla platea nel frattempo interessatasi alla vicenda. D'altro canto però le schermate di alcuni degli interventi (ora rimossi) sono state salvate e condivise online a mezzo social, e tra queste spiccano gli scambi con una utente Facebook di nome Candy Candy Forza Napoli.

Nella conversazione, l'amministratore di turno ha risposto alle domande dell'utente — forse insistenti e pigre, ma pur sempre legittime — con sarcasmo e irritazione palesi, arrivando a chiederle se per caso non fosse "troppo impegnata a farsi i selfie da coniglio" per attenersi alla procedura indicata in uno dei messaggi precedenti. Questa particolare vicenda ha portato molti utenti su Facebook e Twitter a schierarsi pubblicamente con la signora attraverso una vera e propria challenge: una catena di selfie con orecchie da coniglio corredata dall'hashtag #candyvuolecapire.

Mettendo per un attimo da parte il fatto che la pagina di un organo dello stato come l'INPS non può rivolgersi in questo modo ai cittadini (neanche quando il registro colloquiale viene adottato come metodo per farli sentire più vicini), uno dei punti critici della vicenda in effetti è proprio questo: il Reddito di Cittadinanza e le iniziative gestite dall'INPS riguardano milioni di persone in tutto il Paese; individui che possono benissimo non essere al corrente delle specifiche delle normative vigenti, delle regole della netiquette che impongono di non ripetere più volte la stessa domanda, o perfino di come si scriva in italiano correttamente.

Da un parte la frustrazione di chi gestisce queste richieste è comprensibile, soprattutto considerando che a differenza di quanto avviene a uno sportello le persone più insistenti possono continuare a reiterare il proprio quesito quanto desiderano. Ancora di più però dovrebbe essere comprensibile l'angoscia di chi attende di sapere a quanto ammonterà il proprio reddito di cittadinanza, a prescindere dalla valutazione personale che si ha dell'iniziativa.