Sono passati ormai più di 100 giorni da quando Dick Costolo si è dimesso dalla carica di CEO di Twitter e ancora oggi non si conosce il nome del nuovo Amministratore Delegato che dovrà guidare Twitter nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Un'attesa che è andata ben oltre il periodo preventivato e che non aiuta a rasserenare i mercati e, soprattutto gli investitori che chiedono un nome al più presto. E Costolo in questi mesi si è dedicato a "fare la pizza" e "all'apicoltura". Intanto gli analisti finanziari non interpretano bene questo lungo periodo alla ricerca di un nuovo leader per la società di San Francisco, provvedendo ad avanzare qualche scenario possibile.

La lunga attesa è segno delle difficoltà di Twitter

Il fatto che si sia superati i 3 mesi senza arrivare a indicare un nome in grado di guidare Twitter in un momento così difficile per l'azienda è segno che davvero le difficoltà sono reali. Un analista di "SunTrust" si dice "allibito" da tutta questa attesa e il feedback che arriva dagli investitori è assolutamente negativo. E' abbastanza evidente che la soluzione dei problemi che affliggono Twitter e la piattaforma da 140 caratteri non verranno risolti tutti insieme dalla nomina del nuovo CEO, ma di certo l'indicazione a breve di una figura capace sarebbe stato un bel segnale per i mercati e per gli investitori.

Una situazione stagnante come questa, secondo l'analista Robert Peck, provoca ancora una continua "fuga di utenti e un calo di fiducia da parte degli advertiser". E si evidenzia dunque il primo vero grande problema, che è quello legato alla scarsa crescita della base utenti, che attanaglia Twitter ormai da un po' e che rischia di accentuarsi ulteriormente proprio da questa situazione.  E per un'azienda che vive proprio di questo, o almeno dovrebbe, questo è un serio problema che porta dietro quello dello scarso appeal della pubblicità sulla piattaforma.

Gli analisti puntano su Jack Dorsey

Al momento il nome designato dagli analisti resta quello dell'attuale CEO e fondatore di Twitter, Jack Dorsey. Risalito in corsa dopo le dimissioni di Costolo per un incarico "ad interim", secondo gli analisti quello di Dorsey al momento è l'unico nome in gradi di affrontare la situazione, anche perchè la società non ne ha fatto sapere altri. Solo che su Dorsey gravano gli altri due incarichi che lo tengono particolarmente impegnato. Dorsey è anche CEO di Square, prossima tra l'altro alla quotazione in Borsa e valutata 6 miliardi di dollari. Da parte sua, Dorsey non intenderebbe lasciare Square per dedicarsi a Twitter a tempo pieno, e di conseguenza non gode di particolare simpatia tra gli investitori. Ma Robert Peck sostiene che sarebbe il caso di puntare sul suo nome, per 4 motivi:

  • Dorsey è ancora molto rispettato fuori e dentro Twitter;
  • in poco tempo si è vista la sua mano con il lancio di nuovi prodotti e nuove funzionalità sulla piattaforma;
  • Dorsey gode della massima stima di alcuni dirigenti che sarebbero pronti a lavorare "solo per lui";
  • è molto probabile che a questo punto anche gli azionisti si siano convinti che Dorsey è il nome su cui puntare.

Insomma, se fosse vera questa visione del problema, resta comunque da chiarire il perchè ancora non si proceduto alla nomina definitiva. E' evidente che Dorsey ha qualche resistenza.

Intanto, dall'11 giugno, giorno delle dimissioni di Costolo, il titolo ha perso in borsa il 20% e il titolo è andato in basso nelle scorse settimane fino a toccare il prezzo di 26 dollari, quello della IPO del 2013.

E spunta il nome di Padmasree Warrior come futuro CEO di Twitter

In realtà di nomi se ne sono fatti, non in maniera ufficiale certo, ma con alcuni di essi pare ci sia stato effettivamente qualche contatto. Ultimo nome in ordine di tempo, risale all'inizio di questo mese, è quello di Padmasree Warrior, una delle donne più influenti al mondo del settore tech ed ex CTO di Cisco. Un nome che a quanto pare non dispiacerebbe all'ambiente e soprattutto ai mercati. E se fosse così, sarebbe davvero una bella svolta.