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Twitter e la comunicazione politica: quali sono le opportunità per la diplomazia internazionale?

Twitter è sempre più usato nella comunicazione politica dei leader politici internazionali e dei governi anche se non si è ancora giunti a creare una diplomazia internazionale connessa sul famoso social media.
A cura di Vito Lopriore
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Twitter-canale

Twitter sta ridefinendo il modo di comunicare nel mondo e questo include anche la comunicazione dei leader politici: 15 su 20 governatori del G20 lo usano.

Barack Obama è stato il primo a usare il servizio di micro-blogging per comunicare con il suo elettorato nel 2008. Il suo primo account Twitter @BarackObama è oggi uno degli account più seguiti dai leader politici, con 8,2 milioni di followers. 8 diversi leader del mondo seguono @BarackObama anche se @WhiteHouse – l’account Twitter ufficiale del governo americano-  non lo fa. Forse perché del presidente l’account fu creato per l’elettorato di riferimento in vista della vittoria delle elezioni presidenziali americane.

Le connessioni Twitter tra i leader del mondo dicono molto a proposito delle attuali relazioni diplomatiche e, mentre i leader stanno iniziando a costruire il proprio network, non è detto che si seguano l’un l’altro. Per esempio, il premier israeliano Benjamin @Netanyahu non segue il capo di governo palestinese @PMFayyad: guardando da vicino ci sono tanti politici che non ricambiano l’amicizia su Twitter. Per avere un'immagine generale dei politici internazionali sul social network, e seguirli da vicino, abbiamo inserito alla fine dell'articolo un utile collegamento per gli utenti.

Solo il presidente portoghese Aníbal @PRCavacoSilva segue tutti i 62 capi di stato e di governo che sono attualmente su Twitter. L’account @WhiteHouse segue il president russo @MedvedevRussiaE, il presidente del Cile @SebastianPinera e David Cameron (@Number10gov), ma ignora altri leader del mondo tra cui quello canadese Stephen @PMHarper e il presidente messicano @FelipeCalderon.

Perchè Twitter è così potente?

Questo rende Twitter il più interessante strumento di informazione esistente al momento nel mondo: gran parte degli scoop o dei fatti salienti della recente storia mondiale (dall’attentato di Madrid alla pubblicazione dei cablo di Wikileaks, alla missione per colpire Bin Laden) ha mosso il primo passo proprio lì. Il disastro umano e naturale del terremoto in Giappone ha spinto il governo a comunicare tramite Twitter in giapponese con l'account @Kantei_Saigai e in inglese @JPN_PMO. Famoso anche il caso del terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, gli utenti Twitter hanno segnalato la notizia prima dei media tradizionali, dando vita a quello che è definito “giornalismo partecipativo”.

Come coinvolgere i cittadini?

I media tradizionali hanno perso il loro monopolio quando i politici hanno compreso il potere di Twitter che permette loro di comunicare direttamente con il proprio elettorato, anche se il percorso è ancora lungo. In Italia per esempio, gli errori della campagna elettorale su Twitter della candidata a sindaco di Milano, Letizia Moratti, hanno danneggiato l'immagine politica invece che migliorarla: #morattiquotes.

In Gennaio 2011 il team Twitter del presidente Sudafricano, Jacob Zuma, ha chiesto ai suoi elettori “Come possiamo migliorare la vita dei sudafricani? Questo è il vostro spazio, il Presidente sta ascoltando. #SONA2011”. Dopo, ha ringraziato tutti i sudafricani che hanno contribuito attraverso il flusso delle conversazioni sui social media come Facebook e Twitter, direttamente tramite l’hashtag #SONA2011 che è diventato un trend. L’hashtag (contrassegnato con il simbolo "#") è un’etichetta che aggrega contenuti e conversazioni che hanno lo stesso tema o parlano di simili issues: pian piano nella comunicazione umana acquisiranno sempre più importanza, come se fossero un “meme”, un’entità segnica che sviluppa l’interazione simbolica e la costruzione culturale dei significati, in termini digitali: buzz, passaparola, link, commenti, risposte, like, tweets e retweets, naturalmente.

E' possibile una "Twitter Diplomacy"?

Quello che i leader dei paesi del mondo non hanno ancora capito è come collegarsi tra di loro: nella potenziale creazione di una “Twitter Diplomacy”. Circa un mese fa il presidente Obama ha visitato il Brasile, il Cile e San Salvador, tre stati i cui presidenti usano Twitter; @WhiteHouse è diventata amica con il presidente cileno @SebastianPinera, ma non con la presidente del Brasile Dilma Rousseff (@DilmaBR) e il presidente di San Salvador @MauricioFunesSV. Non c'è logica in questo.

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Qualche dato

– 7 su 8 leader del G8

– 15 su 20 leader del G20

– 19 dei 27 paesi dell'UE

Su 62 leader del mondo di 49 stati che usano Twitter, solo 25 seguono al minimo un altro leader. Questo significa che ci sono solo 300 connessioni tra di loro in questo momento, ma potrebbero essere 6162.

I governi hanno bisogno di account istituzionali, a prescindere dai ministri e dai presidenti, come questi: @BlueHouseKorea, @JPN_PMO, @KremlinRussia, @Number10gov, @Presidencia, @PresidencyZA e @WhiteHouse. Un collegamento diretto alla comunicazione politica internazionale su Twitter è stato preparato dalla redazione di Tech Fanpage, alla fine di questo articolo; per dare ai lettori l'immagine istantanea della presenza sui social network ed un modo per seguire e leggere i tweets più rilevanti.

Cosa consigliano gli esperti?

Matthias Lüfkens, direttore associato per i digital media al World Economic Forum, l'organizzazione no-profit guidata da Klaus Schwab e che ogni anno tiene un summit annuale nelle nevi di Davos, sostiene che non bisogna usare Twitter come il solito canale per diffondere messaggi su una audience molto ampia. Bisogna, invece, fare costruire relazioni, interagire con i followers, non seguire tutti quelli che seguono l’account (sarebbe un segnale evidente che non si stanno leggendo tutti i tweets), coinvolgere i cittadini. La comunicazione, per essere coivolgente, può essere anche divertente: il team del presidente francese Sarkozy, che adesso è alla presidenza del G20, ha twittato: Conosci bene il #g20? Prova il quiz online su g20-g8.com!!

I tweets possono essere utili e divertenti per interessare gli utenti attraverso temi che riguardano loro stessi. E’ importante l’ascolto ed un tweeting continuo (almeno un tweet al giorno). Riguardo il problema delle lingue, si possono usare due diverse lingue per account differenti e così comunicare in inglese quando ci si rivolge ad una audience internazionale. Si possono postare foto, per un maggiore coinvolgimento degli utenti o temi riguardanti le quotidiane attività governative. E’ importante che i tweets siano brevi, preferibilmente non più di 120 caratteri e che Twitter non venga connesso automaticamente con Facebook, LinkedIn o altri social network perché ogni piattaforma digitale richiede una particolare attenzione anche rispetto alle differenze tra le applicazioni e al tipo di audience che si sviluppa. Le conversazioni su Twitter sono differenti da quelle su Facebook.

Quali sono i politici italiani su Twitter?

In Italia i politici che usano Twitter non sono tanti, circa una ventina quelli più famosi. Si nota una prevalenza della presenza dei rappresentanti dell’opposizione (Vendola, che ha il maggior numero di followers, Di Pietro, Bersani, Pannella, Fassino, Franceschini, Rosy Bindy etc.) mentre sono pochi i rappresentanti del Pdl (Frattini, Brunetta, Bondi, Cammarata).

Alcuni profili sono aggiornati con continuità (Vendola, DiPietro, Bersani, Brunetta), quindi dimostrano di dare importanza alla comunicazione sui social network, anche se sono pochi rispetto alla mole di informazione politica e pubblica che può essere diffusa tra i cittadini.

La redazione di Tech Fanpage ha raccolto per voi tutti i profili più importanti della politica internazionale su Twitter.

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