Ormai è scontro aperto tra il presidente statunitense Donald Trump e i social network, Twitter in particolare. Ad affermarlo è stato lo stesso numero uno della Casa Bianca — ovviamente in una serie di tweet — dichiarando che le piattaforme di condivisione online devono "darsi una regolata" o prepararsi a essere chiusi. L'uscita di Trump delle scorse ore è stata quasi sicuramente la reazione a un intervento senza precedenti da parte di Twitter: l'apposizione — sotto a uno dei tweet presidenziali — di un link che rimanda a una pagina di verifica dei fatti, come a suggerire che il contenuto del cinguettio contenesse inesattezze o vere e proprie fake news.

Un inedito per Twitter

Da diversi giorni ormai il social network utilizza notifiche che rimandano a lavori di fact-checking sotto ai tweet che trattano di argomenti sensibili in modo fuorviante. Si tratta di uno dei metodi scelti dal gruppo di Jack Dorsey per contrastare la diffusione di fake news sulla sua piattaforma, lanciata e inaugurata in tempi di coronavirus e di elezioni; fino ad ora però il sistema non era mai entrato in azione contro Trump.

L'occasione si è presentata martedì 26 maggio, quando il numero uno della Casa Bianca è intervenuto a mezzo Twitter sulla questione dei voti per corrispondenza (un tema decisamente dibattuto e politicamente polarizzato negli Stati Uniti), definendoli una truffa. Il social, come sarebbe da prassi, ha munito il tweet di un collegamento a una pagina interna, con la dicitura "leggi quali sono i fatti sul tema dei voti per corrispondenza": nel documento, sono elencate le inesattezze tecniche utilizzate da Trump nei suoi tweet per provare la propria tesi.

La reazione di Trump

Il fatto che a poche ore di distanza sia seguito un attacco diretto ai social è improbabile che sia una coincidenza. In una seconda serie di tweet del giorno sucessivo, Trump ha infatti dichiarato di voler "regolamentare in modo molto stretto, o addirittura chiudere" le piattaforme social che a suo dire "silenziano del tutto" le voci del mondo repubblicano e conservativo. Trump in realtà — come stanno facendo notare oppositori e osservatori esterni — non ha il potere di chiudere un'azienda che non sta agendo illegalmente. Intanto però l'alzarsi dei toni dello scontro ha però già fatto scendere le azioni di Twitter in borsa.

In arrivo un decreto contro i social

La minaccia di regolamentazioni inoltre potrebbe essere già sul punto di concretizzarsi: il concetto è stato reiterato nelle ultime ore dalla portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany, che ha anticipato l'esistenza di un decreto dedicato proprio ai social media che Trump sarebbe pronto a firmare. I contenuti del documento non sono stati resi noti, ma la firma è prevista per la giornata di oggi, giovedì 28 dicembre.