Jack Dorsey ceo twitter account hacker

Le piattaforme social chiuse e di proprietà di una singola azienda come Facebook e Twitter fanno parte del passato. Ad affermarlo è stato lo stesso numero uno e fondatore di Twitter, Jack Dorsey, annunciando di aver avviato un progetto che nel corso dei prossimi anni potrebbe porre fine alla sua stessa piattaforma così come la conosciamo. La novità è stata comunicata proprio su Twitter, dove il CEO ha rivelato che l'azienda ha dato vita a un piccolo team di sviluppatori e designer battezzato BlueSky, che avrà il compito di realizzare un sistema di comunicazione social aperto, al quale qualunque altra azienda potrà agganciarsi e al quale l'app di Twitter non sarà che uno dei modi per accedere.

Uno standard senza proprietari

Anziché dare vita a una piattaforma social fatta e finita come si potrebbero considerare Facebook, Instagram o TikTok, gli sviluppatori selezionati si concentreranno su qualcosa di più astratto: un sistema aperto e decentralizzato per l'interscambio e la condivisione di foto, video e qualunque altro tipo di informazione e contenuto multimediale. Si tratterà di una sorta di linguaggio comune e senza proprietari, che poi qualunque app, sito web, azienda o ente potrà parlare per mettere in comunicazione tra loro i relativi utenti, visitatori, dipendenti o clienti.

Per rendere chiaro il concetto Dorsey ha citato l'esempio del protocollo SMTP — che da decenni governa l'interscambio di email in tutto il mondo a prescindere dal fatto che per usufruirne si utilizzi un prodotto web o un'app come Gmail, o un client per scaricare e inviare posta come Thunderbird o Outlook — ma la gioventù di Internet è costellata di sistemi simili in ogni ambito: da IRC per la messaggistica al BitTorrent per lo scambio di file peer to peer.

I motivi

Un sistema aperto — ha spiegato Dorsey — è più adatto ad affrontare le sfide poste dal mondo social di oggi. Intanto gli algoritmi e i regolamenti che sui social odierni schermano i contenuti d'odio o selezionano le notizie in base alla rilevanza sono dipendono da singole aziende private, e spesso per niente trasparenti; utilizzare componenti e regolamenti in comune il cui funzionamento è noto a tutti può rendere palesi eventuali storture capaci di portare alla diffusione incontrollata di contenuti tossici — e fare in modo che i difetti vengano corretti in tempo. Inoltre sui social attuali finiscono apprezzati contentui che fanno leva sulla pancia degli utenti ma che al contempo promuovono un deteriorarsi delle relazioni e della coesione sociale, e le aziende proprietarie non sono incentivate a modificare lo status quo per il timore di perdere l'attenzione dei loro utenti.

Lo scopo di BlueSky

Il team creato da Dorsey sarà indipendente, proprio perché l'idea alla base del nuovo standard è quella di tagliare fuori gli interessi particolari delle aziende, almeno nella fase durante la quale ne verranno poste le basi. Twitter ed eventuali altri soggetti potranno collaborare con lo sviluppo, e al termine lanciare prodotti compatibili con il sistema, legandovi i propri servizi e competendo tra loro in questo spazio comune; nessuno deterrà però il controllo sui dati che gli utenti vi caricheranno né sui sistemi che li gestiranno dando loro priorità o schermandoli: questi aspetti saranno di competenza di BlueSky e della comunità aperta di sviluppatori che deciderà di contribuire al progetto in modo trasparente.

Purtroppo — ha già anticipato realisticamente Dorsey — tutto questo non avverrà nello spazio di una notte, anzi: definire regole, pratiche, strumenti e standard per la realizzazione di qualcosa di così complesso potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, non resta che aspettare i prossimi aggiornamenti in arrivo dal team Blue Sky.