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Twitter si è scusata con gli utenti: la società ha preso il numero di telefono che questi ultimi le hanno lasciato a protezione del proprio account, e lo ha utilizzato per inviare loro pubblicità mirata. L'ammissione di colpa è arrivata in queste ore, quando in un intervento sul blog aziendale della società ha riferito di aver inavvertitamente messo a disposizione dei suoi inserzionisti la sterminata banca dati di numeri di telefono che gli utenti del social hanno caricato online per attivare l'autenticazione a due fattori per il proprio account.

Chiunque abbia deciso di ricevere codici temporanei via SMS per accedere alla piattaforma senza che siano altri a poterlo fare dall'altra parte del mondo, ha dunque anche implicitamente acconsentito a ricevere pubblicità più pertinenti da parte delle aziende partner di Twitter. Il gruppo non è il primo a trascurare la privacy dei propri utenti in questo modo — neanche a dirlo, Facebook ha messo a repentaglio i numeri dei suoi utenti fino a poco tempo fa — ma è comunque grave quando una funzione destinata a rafforzare la sicurezza di una piattaforma digitale finisce con l'esporre i suoi utenti ad effetti collaterali indesiderati.

Come funziona il sistema di pubblicità mirata

I numeri di telefono degli utenti sono stati condivisi con gli inserzionisti tramite una iniziativa chiamata Tailored Audiences. Stando alla descrizione fatta da Twitter, il programma prevede che i numeri di telefono che le sono stati forniti non siano condivisi direttamente con gli inserzionisti, ma caricati in una banca dati visibile direttamente solo da Twitter.

In questo tipo di iniziativa sta agli inserzionisti il compito di caricare la propria lista di numeri di telefono, ma si tratta di informazioni ottenute da fonti proprie — come ad esempio campagne di marketing o iscrizioni a programmi fedeltà. Il sistema messo in piedi da Twitter compara poi la propria lista con quella di uno specifico inserzionista, tenendo traccia dei numeri che comparivano all'interno di entrambe: gli account Twitter collegati ai numeri emersi dalla comparativa vengono in questo modo etichettati come potenzialmente interessati ai prodotti o ai servizi dell'azienda, e ricevono così pubblicità mirate all'interno del social network.

Impossibile quantificare gli utenti colpiti

Il problema è proprio che nessuno di questi utenti ha acconsentito a far parte del sistema. La svista che ha esposto la banca dati in questione al programma Tailored Audiences è stata corretta il 17 settembre, ma neppure Twitter è sicura di quante persone siano state effettivamente bersagliati con i messaggi delle aziende iscritte all'iniziativa.