OPINIONI

Uber, 100 milioni di dollari agli autisti per evitare la class action: non sono dipendenti

uber-logo
Uber ha raggiunto un importante accordo con gli autisti del servizio che porterà al pagamento di 100 milioni di dollari da parte dell’azienda.

Uber ha raggiunto un importante accordo con gli autisti del servizio che porterà al pagamento di 100 milioni di dollari da parte dell'azienda. È l'epilogo di due cause legali intentate dai suoi stessi autisti, che ora potranno essere considerati dei "freelance" e non dei veri e propri dipendenti. Come parte dell'accordo, Uber fornirà più dettagli ai guidatori sulla loro valutazione e sulle modalità che possono portare alla sospensione del servizio. Uber dovrà pagare subito a 385.000 conducenti circa 84 milioni di dollari, più ulteriori 16 milioni di dollari se l'azienda deciderà di effettuare un'offerta pubblica e entro un anno il suo valore aumenterà di una volta e mezzo rispetto a quello registrato a dicembre 2015.

Le due cause legali sono state intentate in California e in Massachusetts, ma i loro effetti avranno probabilmente ripercussioni in tutto il paese, sia per quanto riguarda la stessa Uber che per le altre realtà simili. Continuando a classificare i guidatori come freelance, Uber non avrà l'obbligo di sobbarcarsi i costi legati ad un rapporto di lavoro più profondo, mantenendo bassi i costi operativi e rendendo più appetibile il proprio modello di business. In cambio, l'azienda ha promesso di lavorare con gli autisti per creare e finanziare un'associazione ad essi dedicata, ma solo negli stati dove sono state presentate le cause legali.

"Non abbiamo sempre fatto un buono lavoro con i nostri autisti" ha spiegato in una lettera il CEO di Uber, Travis Kalanick. "Per esempio, non abbiamo una politica che spiega quando e come vietiamo ai conducenti di utilizzare l'app o un processo che gli consenta di appellarsi a queste decisioni. Viste le nostre attuali dimensioni, questo non è più accettabile. È tempo di cambiare". In passato alcuni tribunali americani avevano definito gli autisti dei veri e propri dipendenti dell'azienda, una decisione che ha spaccato in due i circa 450.000 guidatori solo negli Stati Uniti. Questo accordo, però, ribalta la situazione. Che, di fatto, torna ad essere positiva per Uber.

7 CONDIVISIONI
Immagine
Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views