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Secondo le ultime stime, la IPO di Uber potrebbe valere 90 miliardi di dollari. Uno sbarco in borsa le cui cifre, però, resterebbero piuttosto lontane dagli autisti che muovono il servizio, attualmente caratterizzati da paghe sotto ai 19 dollari all'ora. Uber dovrebbe attuare la sua offerta pubblica iniziale durante la seconda settimana di maggio alla New York Stock Exchange con il simbolo "UBER". Una IPO che, secondo il servizio, avvierà un piano di ricompense di 300 milioni di dollari per 1,1 milioni di autisti: secondo l'azienda, a seconda del numero di viaggi completati gli autisti riceveranno un compenso.

Le cifre anticipate dall'azienda sono 100, 500, 1.000, 10.000, 20.000 e 40.000 dollari a seconda del numero di corse completate dal singolo autista, rispettivamente 2.500, 5.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000. Nonostante questo, però, gli autisti stanno chiedendo maggiore trasparenza, una paga migliore e maggiori benefit, come l'assistenza sanitaria. Questo perché, nonostante le ricompense in denaro possano sembrare alte, in realtà la cifra totale è ben distante da quei 90 miliardi di dollari che dovrebbero caratterizzare a breve il valore dell'azienda. Questo considerando il fatto che gli autisti sono di fatto il vero core business di Uber e la forza lavoro che gli consente di andare avanti.

Inoltre, c'è chi fa notare che le ricompense in denaro non consentiranno agli autisti di appropriarsi di un numero significativo di azioni dell'azienda. Un lavoratore che abbia completato 2.500 viaggi, infatti, riceverà 100 dollari, con i quali potrà permettersi solamente due azioni ad un prezzo previsto tra i 44 e i 50 dollari. Valore che peraltro sottolinea il fatto che per acquistare una singola azione dell'azienda dovrebbero guidare per almeno due ore per guadagnare la cifra minima. Una manifestazione degli autisti di Uber è attesa per la settimana della IPO presso gli uffici del servizio.