Quello della somministrazione dei vaccini è un problema che per certi versi ci siamo trovati a dover riaffrontare anche in Italia, ma nei Paesi in via di sviluppo proteggere un'intera popolazione dalle minacce di una pericolosa malattia si scontra con ostacoli di natura molteplice. Tra questi c'è la difficoltà di distinguere chi ha già ricevuto un determinato trattamento e chi no, dal momento che in questi Paesi non sempre esiste un modo univoco per tenere traccia delle dosi somministrate ai singoli individui. Ecco perché i ricercatori del MIT hanno sviluppato un sistema per scrivere un vero e proprio libretto dei vaccini che tenga traccia dei trattamenti ricevuti da ogni singolo paziente in un posto sicuro ma al contempo invisibile a occhio nudo: sotto la pelle.

I ricercatori hanno pubblicato i loro risultati su Science Translational Medicine, dove hanno chiarito il funzionamento del sistema. Alla base di tutto c'è uno speciale inchiostro trasparente che, dopo la somministrazione di un vaccino, viene iniettato sotto la pelle del paziente per segnalare l'avvenuto trattamento a chi si occupa delle campagne di vaccinazione. La particolarità del pigmento utilizzato è la sua composizione in punti quantici, ovvero nanocristalli che riflettono luce nello spettro del vicino infrarosso; si tratta di particelle invisibili all'occhio nudo, ma che possono essere captate senza problemi da qualunque fotocamera da smartphone a basso costo priva del relativo filtro. Per evitare di essere assorbito o di migrare nel corpo dell'ospite, l'inchiostro è a sua volta incapsulato in minuscole particelle del diametro di 20 millesimi di millimetro, che permettono all'inchiostro di rimanere perfettamente in sede senza rischio di rigetto.

Anche l'iniezione dell'inchiostro è speciale: non avviene infatti attraverso una comune siringa, ma grazie a un cerotto composto da quattro minuscoli aghi da 1,5 millimetri l'uno. Dopo l'applicazione del cerotto sulla pelle del paziente, gli aghi conficcati si dissolvono rilasciando in due minuti l'inchiostro che è poi destinato a rimanere posizionato per almeno 5 anni. La tecnica di somministrazione inoltre non riguarda solamente il marcatore invisibile, ma anche il vaccino stesso: in questo modo una singola applicazione — per lo più indolore e priva di spaventose siringhe — può risolvere due problemi in uno.