Un passaporto digitale potrebbe consentire ai cittadini inglesi di ritornare in sicurezza a lavoro, utilizzando un insieme di test sierologici e riconoscimento facciale. È la proposta di un'azienda tecnologica in merito al tanto discusso "patentino di immunità", che nel Regno Unito potrebbe diventare realtà grazie a una serie di tecnologie in grado di riconoscere chi è risultato positivo, chi non ha mai avuto il Covid-19 e chi l'ha già superato e ha ottenuto quindi l'immunità. In questo modo il paese potrebbe far ripartire l'economia tenendo a bada la diffusione del virus e tenendo traccia delle persone immuni.

Il sistema è stato sviluppato dalla Onfido, un'azienda inglese specializzata nel verificare le identità delle persone attraverso il riconoscimento facciale. Sarebbe attualmente in contatto con il governo per lo sviluppo di tecnologie simili ma indirizzate al riconoscimento dei cittadini che sono risultati positivi al coronavirus e ne sono guariti. Il sistema sfrutterebbe un'applicazione e il riconoscimento facciale per consentire a chi è guarito di tornare a lavoro.

Ai cittadini verrebbe chiesto di scattarsi un selfie e di fotografare il proprio documento d'identità, per poi lasciare all'algoritmo la conferma dell'identità attraverso l'analisi di questi due elementi. Questo processo creerebbe un'identità digitale che sarebbe poi associata ai risultati dei test sierologici. Se positivi e quindi indicativi di una malattia già superata, consentirebbero al cittadino di recarsi a lavoro. In questo caso, prima di entrare in ufficio dovrebbero accedere all'app, scattarsi un selfie e sbloccare in questo modo un codice QR da mostrare all'ingresso. Ovviamente l'intero sistema si basa sulla supposta immunità garantita dall'essere guariti dal Covid-19, elemento che negli ultimi giorni ha trovato diverse conferme. L'immunità non è però infinita e dopo qualche mese o anno scompare; su questo limite c'è ancora molto da capire.