Gli esperimenti con i primi baristi robot sono già stati condotti da tempo, ma finora gadget simili sono stati considerati per lo più attrazioni per curiosi. Pochi giorni fa però ha aperto in Giappone un piccolo bar gestito esclusivamente da uno di questi dispositivi: si chiama Zeroken Robo Tavern ed è stato allestito da una catena di ristoranti locale non solo per mettere alla prova le reazioni degli avventori alla presenza di un robot bartender, ma anche per rendere le operazioni più veloci ed economiche.

Il gadget, realizzato da Q-Bit Robotics, sarà impiegato per un periodo di prova temporaneo fino a metà marzo e può servire un bicchiere di birra in 40 secondi e un cocktail in meno di due minuti. Il pagamento avviene a una cassa completamente automatizzata, che riconosce il denaro, la carta di credito o lo smartphone come farebbe un distributore automatico. Una volta effettuata la transazione il sistema emette uno scontrino corredato di QR code, che contiene l'ordine in un linguaggio comprensibile alla fotocamera installata sul bartender robotico.

Dopo aver scansionato il codice, l'automa sa quel che deve fare: reperisce gli ingredienti, il recipiente per la preparazione e il bicchiere destinato al cliente servendo con prontezza il drink richiesto. Un display visualizza alcune espressioni sintetiche per dare al dispositivo una parvenza di umanità, mentre una serie di videocamere puntate al di là del bancone permettono di inquadrare gli avventori, utilizzando un algoritmo di intelligenza artificiale per decifrarne le espressioni e capire se sono soddisfatti del servizio o si mostrano impazienti.

Naturalmente i curiosi che accorrono solamente per farsi preparare da bere da un robot non mancano, ma l'impiego del braccio automatico rappresenta anche la ricerca di una soluzione a un problema che in un Giappone dalla popolazione sempre più anziana sta diventando serio: quello della mancanza di nuova forza lavoro da impiegare in alcuni settori come quello della ristorazione.