A pochi giorni di distanza dalla strage più grave della storia statunitense che ha visto la morte di 59 persone ed oltre 500 feriti, 31 dei quali ancora in condizioni critiche, in Rete iniziano a circolare le storie dei superstiti che si trovavano al concerto country. Tra queste ha colpito l'attenzione dei media la vicenda di Heather Gooze, una bartender che si trovava a lavorare nel luogo dell'evento improvvisamente sospeso a causa di Stephen Parrock, il killer che per ben 11 minuti ha sparato sulla folla dal 32esimo piano del Mandalay Bay Resort.

Intervistata da diverse testate giornalistiche americane la donna ha spiegato che durante la fuga si è ritrovata tra le braccia Jordan McIldoon, il 23enne canadese morto a causa dei colpi d'arma da fuoco: "Ho toccato le sue dita mentre eravamo entrambi a terra, poi gli ho stretto le mani. Dopo un po' ho sentito che la sua presa diventava sempre più flebile, per poi morire". Ai giornalisti della CNN la donna ha raccontato che non voleva abbandonare l'uomo senza conoscerne la sua identità: "Non volevo fosse un corpo senza nome. Avevo il dovere di aiutare quel ragazzo e la sua famiglia". Così la donna ha preso il suo iPhone e dopo aver tentato di sbloccarlo per chiamare i suoi familiari, ha pensato di estrarre la carta d'identità del giovane dal suo portafogli e cercare il suo profilo Facebook tramite lo smartphone personale. Trovato il ragazzo la donna iniziò a contattare i suoi amici spiegandogli che il ragazzo era stato colpito durante l'attentato al concerto di Las Vegas.

Qualche minuto dopo un amico di McIldoon rispose alla donna spiegando che il ragazzo era al concerto con la sua ragazza. Gooze decise così di chiamare la ragazza di McIldoon che nel frattempo si trovava in hotel, a pochi chilometri di distanza dal luogo del concerto. Subito dopo la madre del ragazzo morto chiamò e Gooze rispose spiegandogli l'accaduto. Nella confusione Gooze ha dimenticato di chiedere il numero alla madre del defunto e così, per poter tornare a contattarla e aggiornarla sulla posizione e su quello che sarebbe accaduto ha pensato di sfruttare l'assistente virtuale Siri. La donna ha così attivato Siri e chiesto "chiama mamma" tramite l'iPhone di McIldoon così da poterla contattare nuovamente. La famiglia di McIldoon nelle ore successive ha inviato una lettera a Gooze per ringraziarla: "Ti ringraziamo per la tua generosità, non vogliamo però che gli ultimi momento della vita de nostro Jordan diventino pubblici. Ti chiediamo quindi di conservare nel tuo cuore quello che hai visto e vissuto. E' stato terribile, ma ora vogliamo solo concentrarci sul nostro dolore e riportare il corpo di Jordan a casa, dove è giusto che venga sepolto".