wand zuckerberg

Mark Zuckerberg non ha mai fatto mistero di dedicarsi a progetti per "fare del bene" e pochi sanno che ha dato vita insieme alla moglie Priscilla Chan ad un'associazione senza scopo di lucro, la Chan-Zuckerberg Initiative. L'associazione è stata finanziata con 5 miliardi di dollari derivati dalla vendita di 29 milioni di azioni Facebook e ha come obiettivo quello di "curare tutte le malattie del mondo". È all'interno di questo contesto che la CZI ha finanziato un progetto nato dalla collaborazione tra l'Università di Berkley e la startup Cortera per dare vita a Wand, un dispositivo wireless che, impiantato nel cervello, è capace di prevedere le azioni, quindi di "leggerle prima", e di correggerle. Al progetto ha partecipato anche Rikky Muller che è anche parte del progetto Chan-Zuckerberg Biohub, progetto collegato alla CZI che vede la collaborazione di scienziati provenienti dalla Stanford University, dall'Università di Berkley e dall'Università di San Francisco.

Come funziona Wand e a cosa serve

Il dispositivo wireless Wand, grande come un pacemaker, potrebbe rivoluzionare la cura di malattie come l'epilessia e il morbo di Parkinson. Il dispositivo è in grado di registrare, stimolare e modificare l'attività cerebrale in tempo reale, rilevando un movimento e fermandolo immediatamente. "Il nostro dispositivo è in grado di monitorare il cervello, in modo da sapere esattamente cosa sta succedendo" ha detto Rikky Muller, inserita dal Mit nella lista degli scienziati under 35 più innovativi. "Questo dispositivo – continua la Mueller – può essere realmente innovativo perché il soggetto è completamente libero di muoversi e la macchina può capire da sola quando e come interferire con i movimenti. Un giorno potrebbe avere applicazioni per una serie di malattie che colpiscono i movimenti, inclusi i traumi della spina dorsale e l'epilessia".

Wand risulta essere rivoluzionario anche perchè di discosta da progetti che invece spingono sull'interazione uomo-computer, come alcuni progetti in essere, tra cui quello di Facebook, Building 8, e quello di Elon Musk, chiamato Neuralink. Tutti progetti, questi ultimi, che limitano l'azione dell'uomo, restando legato ad una macchina. Wand funziona in modalità wireless.

wand dispositivo wireless

La sperimentazione di Wand, così come descritto sulla rivista Nature, è stata effettuata su una scimmia per impedire al primate di effettuare un'azione per cui era addestrata, cioè spostare un cursore su un bersaglio e tenerlo fermo per alcuni minuti. Impiantato sopra la testa del primate, Wand era quindi direttamente collegato al cervello utilizzando 128 elettrodi, o conduttori, ossia 31 volte il numero superiore degli elettrodi utilizzati per progetti uomo-macchina, solitamente 4/8 elettrodi.

Wand poteva quindi "sentire" quando il primate stava per muovere il joystick e fermare quel preciso movimento attraverso un segnale elettrico mirato, inviato alla parte destra del cervello. E poiché la macchina era senza fili, la scimmia non aveva bisogno di essere fisicamente confinata o attaccata a nessun dispositivo perché tutto funzionasse. Un dispositivo che di fatto apre la strada a nuove sperimentazioni e a futuri nuovi utilizzi.